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La polemica: «Questa non è accoglienza»

La polemica: «Questa non è accoglienza»

Cappellacci (FI) attacca: «Chi asseconda il sistema è complice dei trafficanti di vite umane»

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CAGLIARI. Nuovo sbarco, vecchie polemiche. Prima ancora che i 664 profughi africani mettessero piede sull’isola, l’ex governatore Ugo Cappellacci aveva già spiegato il suo pensiero con una nota ufficiale .

«Con il nuovo sbarco di oltre 600 migranti continua lo scaricabarile dello Stato - ha detto Cappellacci - nel silenzio del presidente della Regione, sui sindaci, le forze dell'ordine e i volontari». Pensiero ribadito ieri pomeriggio dall’esponente di Forza Italia in un video pubblicato sulla sua pagina facebook. «Questa non è accoglienza - ha detto Cappellacci - siamo convinti che queste persone dovrebbero andare in strutture adeguate e avrebbero diritto a raggiungere le destinazioni che desiderano. Non si capisce quali siano i criteri con cui vengono accolte - aggiunge - si lascia che le uniche forme di sostegno siano sulle spalle del volontariato. Siamo convinti che l’accoglienza sia un’altra cosa - attacca Cappellacci - tutto questo è qualcosa di barbaro e chi lo asseconda è complice di un meccanismo che vede coinvolti i trafficanti di vite umani . È illogico portare nell'isola chi è diretto verso il continente europeo. Non è una politica umanitaria, ma solo l'uso della Sardegna come muro d'Europa sul Mediterraneo. A conferma di ciò vi sono le sempre più frequenti situazioni di tensione e il fatto che, si perde ogni traccia di molte delle persone accolte. Dopo l'incontro con le Regioni, totalmente inconcludente, Renzi aveva promesso un aggiornamento dopo due settimane, ma dopo mesi ancora nulla. Nel frattempo in due mesi sono arrivati quasi 3 mila persone, ben oltre la quota della Sardegna. Pigliaru si svegli - conclude Cappelalcci - e intervenga prima che la situazione finisca completamente fuori controllo. Critico anche il Sap, il sindacato di polizia. «Pensavamo che la stagione degli sbarchi fosse conclusa invece siamo alle prese con l'ennesimo arrivo di stranieri sulle nostre coste – afferma con preoccupazione, Luca Agati – Sindacato Autonomo di Polizia - sono mesi che lo ripetiamo, logisticamente accogliere persone sull'isola crea problemi di ordine pubblico, visto che dopo pochi giorni gli ospiti manifestano l'intenzione di andarsene. I poliziotti – conclude Agati - sono pochi e la penuria di mezzi rende il sistema non adatto a questo genere di attività».

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