La Nuova Sardegna

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Un’altra mazzata per il territorio

di Gianni Bazzoni
Un’altra mazzata per il territorio

La sede a Cagliari rende ancora più periferico lo scalo turritano

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PORTO TORRES. L’impressione è che nessuno abbia ascoltato e valutato dati, indicazioni e strategie, ma anche potenzialità, collegamenti, posizioni geografiche. Insomma, che tutto fosse già scritto: Autorità portuale unica in Sardegna con sede a Cagliari. E questo nonostante l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana abbia visitato più volte lo scalo marittimo turritano e conosca bene la valenza in ambito regionale. E dire che - ogni volta che è stato affrontato l’argomento - la mediazione era stata sempre la stessa: «Non necessariamente la sede dell’Autorità portuale dovrà essere a Cagliari».

Porto Torres ha atteso sviluppi concreti, forse fidandosi un po’ troppo delle rassicurazioni che arrivavano proprio da Cagliari, e anche da ambienti parlamentari. La sensazione, invece, è che fosse tutto già deciso e che l’operazione di riforma delle Autorità portuali abbia subito un rallentamento solo perché i problemi erano da altre parti in Italia, dove c’erano realtà che non volevano sottostare ad aree concorrenti.

Porto Torres - inutile negarlo - dovrebbe giocare la scommessa più importante proprio sul porto. Dopo il crollo della grande industria, il nord Sardegna ha immaginato di affiancare il traffico crocieristico a quello delle merci e dei passeggeri, con numeri che sono cresciuti nell’ultimo anno. Senza dimenticare che la competitività dello scalo marittimo è stata fortemente limitata solo dal ritardo nell’attuazione dei progetti, dall’inadeguatezza di alcuni lavori per l’adeguamento dei fondali, delle strutture di servizio e delle opere funzionali allo sviluppo di quello che resta un nodo di scambio fondamentale tra le diverse aree del bacino occidentale del Mediterraneo.

Porto Torres ha già sofferto l’inserimento nell’Autorità portuale di Olbia, ora lo slittamento verso Cagliari disegna un futuro ancora più incerto. All’unico porto sardo che vanta collegamenti costanti tutto l’anno con l’Europa (Francia e Spagna) e con gli scali di Genoa e Civitavecchia (sulla rotta mista con Barcellona) continua a essere riservato un ruolo di secondo piano. E forse il problema non è solo la sede dell’Authority.

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