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Gender, Murgia all’attacco «Una mozione esilarante»

Gender, Murgia all’attacco «Una mozione esilarante»

La scrittrice critica l’opposizione in consiglio regionale: ecco le loro priorità Il documento è stato copiato da un testo presentato in agosto in Veneto

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SASSARI. Altro che Triton Juncture, con i suoi missili, razzi e carri armati. E altro che inceneritori, trivelle, disoccupazione alle stelle: il consiglio regionale, dice Michela Murgia, ha altre priorità. «C’è il pericolo Giender, il subdolo tentativo di professori e presidi di omosessualizzare le giovani generazioni con "il cavallo di Troia" della prevenzione del bullismo, della discriminazione e dell'omofobia». Il post di Kelledda compare su Facebook all’ora di pranzo. E il web impazzisce. L’accabadora di Cabras consiglia vivamente ai suoi amici e seguaci la lettura della «mozione esilarante (con qualche lapsus gustoso come "educazione alla genialità" invece che "alla genitorialità") con cui il centro destra unito come un sol omofobo chiede alla giunta di impedire nelle scuole l'educazione di genere contro la discriminazione». Nel diluvio di commenti c’è anche chi affonda il coltello nella piaga: la mozione non solo è genialema è stata pure copiata. Il copyright spetta a Sergio Berlato, consigliere regionale di FdI in Veneto. Che la mozione antigender l’ha presentata il 24 agosto scorso. I primi firmatari della mozione sarda, Paolo Truzzu e Antonello Deidda, rispettivamente consigliere regionale e coordinatore di Fratelli d’Italia, non ci stanno. E passano al contrattacco.

Refusi galeotti. L’appiglio lo offre il refuso in cui è inciampata la Murgia, che ha scritto giender invece del corretto gender. «Risulta particolarmente penoso che nel tentativo di screditare l'operato dell'opposizione, la Murgia si concentri su un evidente refuso presente nel testo della mozione stessa – dice un piccatissimo Paolo Truzzu – l'autrice de L'Accabadora dovrebbe sapere che, a differenza sua, i consiglieri regionali non possono contare su editor capaci che riscrivano al meglio le loro bozze». E poi Deidda: «Alla scrittrice armata di penna rossa e blu sarebbe bastata una lettura basata più sul merito che sulla forma di un provvedimento che affronta un tema tutt'altro che secondario, per capirne il senso. La mozione è già stata presentata e approvata in Veneto e Lombardia perché proposta da Fratelli d'Italia a livello nazionale, in quanto verte su un problema sentito da molte famiglie italiane».

Tweet e controtweet. La polemica ormai impazza e la Murgia twitta così: Il Giender attacca la Sardegna!1!! Difendiamo i nostri figli dall'omosessualismo con mozioni in consiglio regionale! Qualcuno le fa notare che si scrive “Gender” e lei ringrazia: “Sul serio? Grazie di avermelo detto”. E poi a Ricky che le suggerisce “Cara Michela ma difendi prima te stessa da queste figure di merda”, risponde così: “Ragazzi, avete un serissimo problema di ironia con valori bassi. Ripigliatevi”.

La polemica politica. «Non paga del tentativo fallimentare di diventare presidente della Regione, la scrittrice Michela Murgia ora vuole diventare leader dell'opposizione indicando ai consiglieri di centrodestra priorità e singole battaglie da affrontare. Se questo non fosse ridicolo sarebbe patetico». L’attacco di Truzzu è pesante.E non è più tenero Marcello Orrù, esponente del Psd’Az, uno dei firmatari della mozione: «Cara Murgia, nonostante lei non gradisca, noi andremo avanti con la mozione antigender perché diciamo in maniera chiara e forte no a leggi nazionali che mirano a introdurre fin dalle scuole materne ideologie deleterie che mirano a influenzare i ragazzi più giovani. Continueremo a dire no a una legge come la Cirinnà, che punta a riconoscere le unioni omosessuali e le adozioni di figli da parte di persone dello stesso sesso». Alla Giunta, tra l’altro, l’opposizione chiede che nelle scuole sarde «si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue». L’accabadora commenta così: “Della serie: lasciate il mondo così, che a noi va benissimo. Firmato: i membri di un consiglio regionale composto da 56 uomini e 4 donne”.

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