Esilio finito, il porcetto sardo supera i confini dell’isola
Il ministero dà l’ok alla commercializzazione fuori dalla Sardegna del maialetto termizzato allevato dalle aziende sarde
SASSARI. L’esilio è finito. Trentasette anni dopo il primo caso di peste suina nell’isola, che comportò il divieto assoluto imposto dalla Comunità Europea di esportare suini vivi, carne fresche e salumi, la Sardegna può finalmente festeggiare. Il maialetto arrosto, uno dei simboli della cucina isolana, può nuovamente superare i confini senza doversi nascondere.
Dopo una breve parentesi nella quale era stata autorizzata l’esportazione delle sole carni macellate e dei salumi, l’11 novembre 2011 la Comunità Europea aveva nuovamente istituito il divieto assoluto di far varcare i confini isolani di qualsiasi prodotto a base di carne suina sarda. Con una proroga di ulteriori quattro anni del divieto di spedizione firmato l’11 ottobre del 2014. I mesi scorsi il pressing della Regione e delle associazioni degli allevatori aveva portato alla speciale deroga per consentirne il consumo nell’ambito dell’area di Expo. Era stato un successo mondiale che aveva fatto sperare allevatori e consumatori. E proprio dall’Expo ieri mattina è arrivata la notizia tanto attesa.
Il direttore generale dell’ufficio Sanità animale del ministero alla Salute, Silvio Borrello, intervenuto, a nome del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, alla tavola rotonda promosso dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, sulla “Qualità e sicurezza alimentari tipici della Sardegna: dall’allevamento alla tavola” ha detto quello che in molti stavano aspettando.
«È tanto il lavoro che bisogna ancora fare per superare la peste suina - ha detto il rappresentante del Ministero - ma ci sono pochi volenterosi seri e onesti allevatori che rispettano le regole e che possono esportare la carne di maiale. È importante – ha poi aggiunto il direttore generale spiegando il percorso da seguire – fare un accordo di filiera tra questi allevatori, l’industria di macellazione e i trasformatori che si dotino di veterinari aziendali, con la supervisione delle Asl, della Regione e del Ministero».
Grande soddisfazione da parte della Giunta regionale che aveva scommesso sulla vetrina dell’Expo per far conoscere al mondo intero il gusto croccante della cotenna arrosto. «Ci sono ancora tante cose da migliorare - ha detto l'assessore Arru - ma siamo sulla strada giusta. È indispensabile la collaborazione di tutti, a iniziare da quella tra gli assessorati alla Sanità e all’Agricoltura, e sinergia tra associazioni di allevatori. Facciamo rete, continuiamo a lavorare tutti per lo stesso obiettivo».
Anche l'assessore dell'Agricoltura, Elisabetta Falchi, intervenuta alla Tavola rotonda, ha sottolineato l'importanza di lavorare per la qualità alimentare. «Immediatamente partiremo con misure che, crediamo, possono contribuire ad avviare la Sardegna verso la risoluzione definitiva della peste suina». Per Falchi e Arru, l'apertura all'esportazione delle carni termizzate è un segnale importante è atteso da quelle tante aziende sarde che hanno mantenuto altissimi standard di biosicurezza, esempi virtuosi che ora potranno aprire i mercati.
«Una ottima notizia – hanno commentato presidente e direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba - che va interpretata come un ulteriore passo in avanti verso la sconfitta definitiva della peste suina e un premio al lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi in collaborazione con gli allevatori, i trasformatori e l’assessorato alla Sanità. Questa è una grossa opportunità economica e lavorativa non solo per la filiera suinicola ma per tutta l’economia sarda e servirà da esempio per tutti».
Soddisfazione anche da parte di Copagri Sardegna che ottenuto l’ok per il maialetto termizzato punta più in alto. «È un grande risultato, ma ora - commenta Pietro Tandeddu, coordinatore regionale di Copagri - manca il via libera alla commercializzazione dei prodotti stagionati, come i prosciutti che alla stagionatura di 190 giorni non presentano più segni di peste suina africana. Non si comprendono le ragioni di questa mancanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
