Restano in silenzio i big della politica isolana
Tanti scelgono di non dire una parola. Antonio Satta (Upc) difende la scelta dell’ex sottosegretaria
SASSARI. Ci si aspetta la solita valanga di critiche per uno dei politici più bersagliati dai colleghi. Ma sulle dimissioni di Francesca Barracciu da sottosegretario subito dopo il rinvio a giudizio quasi non ci sono reazioni nell’isola.
La via del silenzio. A essere cattivi si può pensare che la scelta del silenzio faccia parte di una sorta di solidarietà tra indagati. Sono tantissimi i big della politica nell’isola che hanno un avviso di garanzia, in particolare nell’inchiesta che riguarda la gestione dei fondi ai gruppi in consiglio regionale. L’esercito di addetti stampa e il diluvio di comunicati non c’è. Molti scelgono di non commentare.
Satta il coraggioso. A sbilanciarsi è il segretario nazionale dell’Upc Antonio Satta che scende in difesa dell’ex sottosegretario. «Francesca Barracciu è innocente fino a prova contraria – dichiara Satta –. Certo, c'è bisogno di fare chiarezza, presto. Comunque va detto che la decisone di dimettersi merita rispetto. La chiarezza è necessaria sia per la politica nazionale, sia per quella sarda».
I tiepidi. C’è anche chi mantiene una posizione di equilibrio come la parlamentare di Scelta civica Paola Pinna. «La magistratura faccia il proprio dovere nel minor tempo possibile. Aspettiamo di vedere cosa risulta dal processo – dice la deputata –. È vero che ognuno è innocente fino a prova contraria, ma ritengo sia molto difficile ricoprire un incarico di governo e contemporaneamente difendersi in un processo. Francesca Barracciu è una donna forte e di grande esperienza e sono certa che abbia fatto la scelta migliore dimettendosi dall’incarico di governo, senza inutili balletti o distinguo. Al di là del singolo caso, quello che più conta ora è selezionare una classe dirigente nuova, onesta e preparata, che sappia riportare questo paese e le sue amministrazioni nel solco di una normalità da tutti auspicata e quasi da nessuno perseguita».
I colpevolisti. I parlamentari del Movimento 5 Stelle sembrano essere quelli meno indulgenti nei confronti della Barracciu. Davanti alle dimissioni la parlamentare Manuela Corda scrive su Facebook: «Poi non diteci che non l’avevamo detto». Prima aveva commentato il rinvio a giudizio. «Quando chiedemmo al sottosegretario di rinunciare alla nomina per questioni di opportunità politica e etica, ci tacciarono d’essere forcaioli e non solo. Oggi, con un pesantissimo rinvio a giudizio la situazione si complica. È ancora lesa maestà chiedere alla signora Barracciu un passo indietro vista la delicatezza della sua posizione?». (l.roj)
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