La Nuova Sardegna

Congedo parentale, è l’isola dei “mammi”

di Luca Fiori

Sardegna al terzo posto nazionale nella classifica dei papà che si assentano dal lavoro per i figli

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SASSARI. Sardegna isola dei “mammi”. I papà sardi risultano al terzo posto in Italia, infatti, per congedi parentali legati alla nascita di un figlio. I “mammi” sardi sono molto più della media nazionale.

Un padre su sei nell’isola (16,7%) ha fatto ricorso al periodo di assenza dal lavoro concesso in queste occasioni: solo la Sicilia (34,7%) e Lazio (18,4%) hanno numeri superiori. A rivelarlo è una indagine di Assiteca, broker assicurativo italiano indipendente, quotato all'Aim di Borsa Italiana, per l'edizione 2015 del suo premio (www.premioassiteca.it) dedicato al welfare aziendale nelle imprese italiane. I papà di Veneto (8,1%), Lombardia (8,1%) e Piemonte (8,4%) sono, invece, agli ultimi posti nella classifica nazionale per la scelta di accudire i figli nei primi anni di vita. In termini assoluti il numero di padri in congedo ha sfiorato le 6.000 unità nel Lazio, seguito da Lombardia (oltre 5.400 congedi), Sicilia con quasi 4.000 adesioni ed Emilia Romagna con oltre 3.400 casi. Il congedo parentale è un'indennità che lo Stato riconosce e tutela affinché sia garantita il diritto del bambino ad un’adeguata assistenza. La mamma lavoratrice e il padre lavoratore hanno entrambi diritto ad assentarsi, anche contemporaneamente, dal lavoro per un periodo complessivo non superiore agli 11 mesi e fino ad un’età massima del bambino di 8 anni, il periodo spettante può essere frazionato in mesi, settimane o giorni ma non può essere fruito ad ore. Nello specifico: la madre può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a 6 mesi, il padre può astenersi per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a 7 mesi, madre e padre possono astenersi contemporaneamente, senza superare il limite complessivo di 11 mesi. Il congedo parentale spetta a diverse categorie di lavoratori e quindi non solo a dipendenti pubblici e privati, infatti, grazie all’entrata in vigore del decreto “Salva Italia”, lo Stato ha provveduto a riconoscere ed estendere la tutela del diritto all’indennità per malattia e congedo parentale anche ai professionisti iscritti alla gestione separata i cosiddetti parasubordinati, ai venditori a domicilio porta a porta, a progetto. L’Inps ha riconosciuto dal 2012 le tutele di malattia e un congedo parentale di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino a fronte di almeno tre mesi di contributi versati, a tutti i professionisti, a tutti i lavoratori “parasubordinati”, amministratori, sindaci, revisori, venditori porta a porta e prestatori “mini co.co.co.”

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