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Congresso Psd’Az, l’addio di Sanna e poi la svolta rosa

Congresso Psd’Az, l’addio di Sanna e poi la svolta rosa

Oggi e domani ad Arborea l’elezione del presidente Il gruppo Solinas-Columbu ha la maggioranza dei delegati

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CAGLIARI. Lo slogan madre del congresso è «l’unità dell’indipendentismo», ma alla vigilia dell’assise del Partito sardo d’Azione – da questo pomeriggio e fino a domani all’Ala Birdi di Arborea – c’è subito un arrivederci ed è anche di peso.

Mi fermo qui. Con una lettera aperta agli iscritti, il presidente uscente Giacomo Sanna ha annunciato che «non si ricandiderà per ricoprire cariche di partito». Il suo non è un passo indietro dopo la sconfitta patita in primavera fa con l’elezione a segretario di Giovanni Columbu e neanche la presa d’atto che, in questo congresso, non dovrebbe avere i numeri e la forza per prendersi la rivincita «È solo – ha scritto – la conclusione di un ciclo politico e personale ed è insieme un momento di speranza e d’impegno nuovo. Soprattutto consegno ai dirigenti che verranno un partito libero nelle sue scelte. Ritengo che l’aver salvaguardato l’autonomia del Psd’Az sia stata la più grande conquista della classe dirigente sardista dopo il vento che ha portato i Quattro Mori fino alla guida della Regione (è la stagione di Mario Melis), perché la nostra libertà è stata costruita sempre sulla rinuncia senza che abbia portato mai in dono medaglie e prebende».

Il congresso. Dopo l’elezione a segretario di Giovanni Columbu, con assemblee ripetute a marzo due volte in una decina di giorni per evitare lo sconquasso del partito, è la prima volta che il Psd’Az si confronta. Archiviato lo scivolone nelle elezioni regionali del 2014, era alleato con il centrodestra poi sconfitto, spetterà ai 251 delegati al congresso nazionale, è il numero 33, decidere quale potrebbe essere la svolta. Cioè con chi stare dei due poli, oppure – pare essere questa la posizione maggioritaria - «mettersi in proprio per aggregare le varie anime dell’indipendentismo», come recita lo slogan seguito dall’auspicio per «un futuro di libertà nell’Europa dei popoli». Non sarà facile ritornare a essere la «casa dei sardi», frazionata da tempo in una multiproprietà, ma il Psd’Az ci vuole provarci anche in vista delle elezioni amministrative a Cagliari e a Olbia nel 2016.

Svolta rosa. Domani il congresso eleggerà il presidente e i 71 componenti del Consiglio nazionale, che alla sua prima riunione sceglierà il segretario nazionale. C’è già chi dice: Columbu potrebbe essere confermato, ma per quell’incarico ogni discorso è prematuro. Prima c’è un’altra incombenza: dare un nome al successore di Sanna. I candidati potrebbero essere cinque o sei, però la volata finale sarà fra due donne. Una è Carla Puligheddu, figlia d’arte e moglie dell’ex consigliere regionale Efisio Planetta, coordinatrice delle donne sardiste. È sostenuta dall’asse più forte in questo momento, quello fra l’ex assessore Christian Solinas e il segretario Columbu. La seconda candidata – stando alle indiscrezioni – dovrebbe essere Maria Assunta Serra, direttrice dell’Ersu di Sassari. Dalla sua, ha i voti del gruppo ancora fedele a Sanna, ora in minoranza, e potrebbe conquistare in corsa quelli dei delegati che hanno per capofila Angelo Carta, capogruppo sardista in Consiglio regionale.

Tre mozioni. Il voto sarà sui programmi e sui candidati presentati dalle correnti. Con i loro 150 delegati dovrebbero vincere a mani basse Solinas e Columbu sulla mozione Carta e sulla terza sostenuta dai gruppuscoli. Ma nel Psd’Az le sorprese sono sempre possibili e possono essere anche clamorose.

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