La Nuova Sardegna

Montblanc natalizie, guerra tra Pittalis e Diana

di Mauro Lissia
Montblanc natalizie, guerra tra Pittalis e Diana

Un funzionario racconta in tribunale i retroscena dei rapporti nel gruppo Pdl «I soldi pubblici spesi per acquistare penne, Rolex, libri preziosi e argenti»

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CAGLIARI. «La Montblanc? A Diana digli di infilarsela su per il culo». Parole di Pietro Pittalis, riferite dal testimone d’accusa Alessandro Pusceddu, oggi funzionario del gruppo Forza Italia. Stando al suo racconto davanti ai giudici del tribunale la destinazione indicata apparteneva al presidente del gruppo Pdl, Mario Diana. Non può sorprendere: nel 2010 l’aria all’interno del centrodestra regionale era quella.

Regalo di Natale. Ancora dalla testimonianza di Pusceddu: mancano pochi giorni a Natale e i consiglieri regionali del centrodestra si riuniscono per gli auguri, manca solo Pittalis. Diana ha un pensiero per tutti: trentuno penne Montblanc, che lui stesso insieme alla collega di gruppo politico Simona De Francisci aveva acquistato alla gioielleria dei fratelli Piano di Cagliari. Una bella strenna: tra stilografiche e penne a sfera Diana aveva speso 13.218 euro, soldi del gruppo Pdl. Sorrisi, abbracci, ringraziamenti, il pacchetto regalo destinato a Pittalis viene affidato a Pusceddu, vecchio amico dell’avvocato nuorese. Che davanti all’impassibile presidente del tribunale Claudio Gatti ha ricordato la colorita risposta di Pittalis: «Aggiunse che quei regali non c’entravano con l’attività di consigliere, fu il solo a non prendere la Montblanc, a parte i presidenti Cappellacci e Lombardo cui Diana voleva consegnarle personalmente».

Le accuse. L’ex leader del gruppo Pdl, affiancato dai difensori Mariano e Massimo Delogu, ha ascoltato il racconto del testimone senza batter ciglio. È sotto giudizio immediato per concorso in peculato aggravato, alla sua posizione sono agganciate quelle di Carlo Sanjust e Onorio Petrini, già condannati in abbreviato. È lui, per l’accusa, ad aver avallato il pagamento coi fondi pubblici dell’ormai celebre banchetto di nozze organizzato da Sanjust e le ciotole d’argento Calegaro trovate nello studio odontotecnico di Petrini. Ma deve rispondere personalmente anche dei libri storici preziosi che la polizia giudiziaria gli trovò a casa, quando andò a notificargli il provvedimento di custodia cautelare: «Quando proposi a Diana di non cambiare il commercalista del gruppo mi disse di farmi i cazzi miei, come faceva spesso - ha riferito Pusceddu – ma quando io vidi che aveva speso una grossa somma (41150 euro, ndr) per libri che non avevo mai visto in consiglio regionale, gli dissi che la cosa sarebbe stata notata». Quella volta Diana diede retta al funzionario. Prima - ha riferito il testimone - si giustificò sostenendo che quei libri erano proprietà del gruppo politico. Ma subito dopo l’addebito sparì dai conti del gruppo, fornendo un elemento utile sia alla difesa che all’accusa: gli avvocati sosterranno che Diana ha pagato di tasca quei libri, destinati in eredità ai figli. L’accusa potrà sottolineare che il rimborso della somma conferma come Diana fosse consapevole, al momento dell’acquisto, di violare la legge sull’uso dei fondi pubblici.

Aggressione verbale. Pusceddu ha confermato l’aggressione verbale da parte di Sanjust, che insieme ad altri elementi indusse la Procura a chiedere l’arresto del consigliere cagliaritano: «Quando seppe che avevo testimoniato mi disse “pezzo di merda, te la vai a cantare in Procura...”». Il funzionario ha ricordato anche l’acquisto coi fondi del gruppo Pdl di due orologi Rolex alla gioielleria Paoletti e l’apparizione improvvisa di un televisore da 56 pollici nella stanza di Petrini, anche quello pagato coi soldi pubblici. Così come le somme spese per acquistare coppe e targhe, insieme agli argenti: «Quando vidi la fattura della Calegaro per oggetti d’argenti - ha detto Pusceddu al tribunale - mi venne in testa una battuta, pensai che forse Petrini aveva bisogno dell’argento per costruire le capsule dentarie». Il processo andrà avanti il 4 novembre con altri testi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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