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Regione, Erriu boccia Sassari: no alla città metropolitana, si farà solo a Cagliari

Cristiano Erriu
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Cristiano Erriu

L’assessore agli Enti locali non torna indietro nonostante gli appelli. Le ragioni: decidono i numeri, la densità urbana è nettamente superiore

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SASSARI. Il verbo di Erriu appare immutabile. Il Sassarese protesta, grida allo scandalo, solleva il caso politico sulla questione della città metropolitana: perché solo a Cagliari? L’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu, padre della riforma degli enti locali che da settimane naviga nella tempesta, non si scompone e ribadisce la sua posizione. Senza lasciare intravedere alcun spiraglio per Sassari e il Nord Ovest.

La città metropolitana sarà una e sarà quella di Cagliari, dice Erriu. «Lo dicono i numeri, qualsiasi altra decisione sarebbe sbagliata». Erriu ha parlato della riforma degli Enti locali a Nuoro.

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«Sono convinto che se ha senso fare una città metropolitana in Sardegna, ha senso farla solo se coincide con quell’idea di città diffusa che fa conciliare la densità urbana con i fabbisogni di governance e gli strumenti adeguati per guidarla. E quell’idea è scritta da un paio d’anni all’interno del programma di governo del presidente Francesco Pigliaru – ha sottolineato l’assessore –. Se prendiamo i dati della densità demografica dei capoluoghi di provincia, ci accorgiamo che Cagliari conta 1.932 abitanti per chilometro quadrato, Nuoro 191, Sassari 221, e così via: più o meno siamo in un rapporto di 1 a 10 tra le varie realtà dell’Isola rispetto alla città di Cagliari. Un altro indicatore riguarda l’utilizzo dei suoli: a Cagliari, per esempio, abbiamo un 84% di superficie urbanizzata e un 16% di superficie rurale, a Sassari il 7% di superficie urbana e il 93% rurale. Se poi andiamo a mettere insieme i sette Comuni dell’area vasta di Sassari, il rapporto percentuale cresce ancora di più. Questi elementi sono posti alla base della programmazione che consente di destinare ai territori i fondi Fears, le risorse destinate alle politiche di sviluppo locale».

Il discorso poi va oltre i numeri: «Alla base di tutti i ragionamenti ci dev’essere la consapevolezza che un ente locale è chiamato anzitutto a gestire i servizi a favore dei cittadini amministrati, e questo va oltre le esigenze di rappresentatività dei territori e le aspettative di perequazione che possono essere soddisfatte anche senza il moltiplicarsi di nuovi livelli istituzionali. Bisogna fare delle scelte, anche difficili, e noi lo stiamo facendo con determinazione e convinzione – ha proseguito il rappresentante dell’esecutivo Pigliaru –. Dobbiamo esercitare la nostra autonomia nel disegnare una tipologia di città metropolitana che non corrisponda a quella prevista dalla legge Delrio: sulla perimetrazione non dobbiamo legarci all’individuazione di un limite territoriale che la faccia coincidere alla provincia. Stiamo ascoltando le istanze di tutti i territori - ha aggiunto Erriu – perché vogliamo che le scelte siano condivise. Ma un’idea di fondo questa legge deve averla, e la deve avere sulla base di convinzioni nette. L'inseguimento di logiche localistiche ha portato in passato a scelte che i cittadini hanno giudicato in modo negativo».

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