Nuova continuità 2, i sindacati a Deiana: così si rischia il caos
Preoccupa lo stop dei voli verso gli scali minori L’allarme di Filt-Cgil e Uilt: «Subito le soluzioni»
OLBIA. Più voli, più compagnie aeree, evviva il libero mercato dei cieli. Tutto bello? No. Non per i sindacati, almeno. «Perché la Sardegna non ha più la continuità territoriale per gli aeroporti minori e i passeggeri sardi avranno serie difficoltà negli spostamenti» attacca William Zonca, segretario regionale della Uilt. «E perché ora dobbiamo sperare, anzi, fare in modo che il progetto dell’assessore regionale ai Trasporti Deiana, la nuova continuità territoriale 2 con frequenze e orari fissi, possa partire subito» spiega Franco Monaco, segretario provinciale Filt-Cgil.
Il giorno dopo la cancellazione della continuità territoriale 2 - i voli sociali dalla Sardegna per gli aeroporti di Bologna, Napoli, Torino, Verona - lascia un grande vuoto. Un «buco» preoccupante per i passeggeri sardi, dicono i sindacati. Un «buco» nel futuro della compagnia aerea che, da dieci anni, faceva quelle rotte: Meridiana.
Il quadro è questo: da oggi, e fino alla primavera, volare per gli scali minori della Penisola non sarà un diritto. Sarà un’opportunità in termini economici, magari, con lo sbarco su quelle rotte delle low cost. Prima fra tutte Ryanair. Il che alla lunga potrebbe voler dire avere biglietti meno cari (non sempre), ma incertezza sugli orari dei voli e sulla loro frequenza. Un «vuoto» che l’assessore Deiana intende colmare con una nuova continuità territoriale: un mix di aiuti e libero mercato; le compagnie dovranno rispettare i paletti dell’onere di servizio, e prenderanno soldi; ma saranno anche libere di non farlo e di volare liberamente. Per Monaco, le colpe del «vuoto» sono di Meridiana, «che prima ha smesso di fare la continuità territoriale e poi, in extremis, in contraddizione con se stessa, ha chiesto di poterla continuare a fare in proroga». Ma anche del Governo, perché «il ministro Del Rio non avrebbe dovuto cancellare la continuità territoriale senza avere un’alternativa». Per Monaco, ora, è necessario ridare la parola al “diritto”: «Se è vero che l’assessore Deiana ha in mente una nuova continuità, la faccia applicare il prima possibile. Per dare certezze ai passeggeri sardi e per vedere se, così, Meridiana può partecipare, con importanti risvolti occupazionali».
Molto duro Zonca della Uilt: «La continuità territoriale 2 non esiste più. È il risultato sia delle scelte politiche che di quelle aziendali di Meridiana. Noi avremmo voluto la proroga. Sarebbe stato il male minore: i sardi avrebbero avuto la certezza dei voli, Meridiana avrebbe difeso il suo mercato senza contributi pubblici, le risorse sarebbero andate ai voli internazionali. Adesso c’è un «vuoto» allarmante - continua Zonca -. Quando ci sarà la nuova continuità? Nel frattempo Olbia e Alghero, più di Cagliari che ha un bacino di passeggeri più alto e la presenza di alcune low cost, restano senza la continuità territoriale e senza i collegamenti per gli scali minori. E ciò avrà conseguenze pesanti per i passeggeri sardi». (g.pi.)
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