Il piano Harte su Budelli diventa un caso nazionale
Il deputato Boccia (Pd) firma con Gian Piero Scanu un’interrogazione al governo Il sindaco Montella: «Aperti al dialogo, ma non ci saranno isole per pochi eletti»
LA MADDALENA. Il caso Budelli diventa nazionale. Il piano del milionario neozelandese Michael Harte per il suo eden privato scatena il dibattito. Non passano inosservati i rendering del progetto illustrato dai legali del banchiere al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. Ruderi trasformati in residenze temporanee per artisti, cupole di vetro, moli e campi boe riservati a pochi, lo specchio di mare tra Santa Maria, Razzoli e Budelli vietato alla navigazione. «È arrivato il momento di vederci chiaro – è il commento di Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera –. Il Parlamento due anni fa, nel dibattito durante la legge di Stabilità si era espresso in maniera esplicita affinché l'isola fosse di proprietà pubblica. E aveva stanziato anche le risorse. Da legislatore faccio fatica a capire le scelte contrastanti e tra loro contraddittorie di Tar e Consiglio di Stato. Come appaiono sorprendenti le scelte del giudice fallimentare di Tempio. Vorrei capire meglio anche la posizione del ministero dell'Ambiente. Con Gian Piero Scanu abbiamo chiesto un chiarimento al governo con un'interrogazione articolata. Ora, dopo l'incomprensibile scelta del giudice ritengo necessario e inevitabile accendere un faro pubblico sulla vicenda».
Tenuto alla porta dal vertice romano, il sindaco di La Maddalena, Luca Montella, lascia aperta la porta del dialogo. Ma con la determinazione di chi non intende vedere le isole diventare paradisi privati. «Non accetterò che i Caraibi del Mediterraneo diventino come i Caraibi, in cui ci sono isole in cui possono entrare solo pochi eletti – afferma –. Si devono fare i conti con 12mila abitanti che qui vivono e hanno fatto in modo che queste bellezze arrivassero così ai giorni nostri». Montella ha chiesto un incontro al ministro Galletti. Non lo dice apertamente ma non ha gradito il mancato coinvolgimento del Comune. «Il progetto illustrato a Roma ci è sconosciuto – continua –. Nessuno ce lo ha mai presentato. La programmazione non può avvenire se non attraverso la concertazione con tutti i cittadini che in questo territorio abitano, vivono, lavorano e vogliono disegnare il proprio futuro e quello dei loro figli. Nessuno pensi, privato o istituzione di qualsiasi livello, che la risorsa ambiente-paesaggio vedrà il Comune come solo spettatore. Le risorse economiche che può produrre devono ricadere interamente sulla comunità, cosa di cui nessuno ha il coraggio di parlare. E questo è il punto di partenza per qualsiasi discussione. Le accelerazioni che si stanno imprimendo da più parti non mi piacciono. Il ministero dell'Ambiente e la Regione devono sedersi con noi. Ricordo che anche il Comune ha un grande potere per evitare scempi e impedire speculazioni». Non teme il piano di Harte per Budelli Legambiente. «Sorprendono le tante e inutili polemiche – si legge in una nota –. L'isola ritorna privata come lo è stata negli ultimi decenni ed è tutelata sia dalla normativa vigente sia dal Piano del Parco. In questo frangente desta perplessità l'iniziativa del ministero di promuovere un incontro nei suoi uffici con la nuova proprietà e il Parco. Inopportuno nella forma ma anche sbagliato nella sostanza. I proprietari hanno presentato i progetti, seppur di massima, precorrendo i tempi della pianificazione che non contempla e non contemplerà nessun intervento per Budelli».
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