Province, ora è guerra tutti contro tutti
Non solo il Nord e la Gallura, anche il Nuorese alza la voce. Pigliaru alla giunta: o si approva la legge Erriu o si va tutti a casa
SASSARI. Si va alla guerra aggrappati ai campanili. La giunta difende il disegno Erriu. Il governatore Francesco Pigliaru è pronto a mandare tutti a casa se si mette in dubbio il cuore della riforma. Ma la rivolta del Nord ha contagiato anche il Nuorese e la Gallura. Ognuno difende il suo vessillo. E la proroga di un mese servirà solo a portare ulteriore tensione.
Tutti vs tutti. La riforma degli enti locali ha un effetto che neanche il più diabolico e nostalgico sostenitore dell’ancien regime delle Province avrebbe immaginato. Assaltato e svuotato il palazzo rimane lo spirito, il senso di appartenenza. E si scatena una specie di battaglia di tutti contro tutti in cui a uscire rafforzata è la Sardegna dei territori contro. Cagliari si sente già metropoli, Sassari non vuole essere da meno, il Nuorese si sveglia e scopre di essere sempre più vuoto e marginale, Olbia è pronta a tutto per evitare una nuova cattività sassarese, anche se domani è previsto un incontro a Oschiri tra i sindaci del Sassarese e quelli della Gallura per trovare una linea comune.
La giunta. La giunta cerca di essere più forte delle spinte che vengono dalle periferie. Pigliaru in una riunione con tutti gli assessori ha fatto capire che non vuole accettare stravolgimenti della legge. Al massimo qualche compensazione, ma nessun cambio concettuale. Qualche assessore ha provato con timidezza a chiedere più spazio per il nord. Senza successo. Pigliaru si è detto pronto a mandare tutti a casa se la riforma Erriu non passa nella sua impostazione filosofica.
Sassaresi a Cagliari. E molti non riescono ad accettare che la creazione della città metropolitana di Cagliari arrivi all'interno di una legislatura in cui si ha una congiunzione astrale, che nemmeno un allineamento di 10 pianeti avrebbe potuto prevedere. Il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau è l'ex sindaco di Sassari, il governatore Francesco Pigliaru ha radici a Sassari e la pattuglia di consiglieri regionali del nord non è mai stata così folta. Ma nelle riunioni di giunta e di maggioranza chi spinge la città metropolitana del Nord sembra avere molto meno vigore in trasferta. Prima in maggioranza, poi in un incontro di giunta il vento del nord ha soffiato con meno veemenza di quanto si potrebbe pensare.
La Gallura. Se Sassari rivendica il ruolo di città metropolitana, la Gallura chiede l’autonomia. «Ma questa è una mossa per chiudersi in un vicolo cieco e finire sotto Sassari», sostiene il consigliere regionale Pd Roberto Deriu.
Il vuoto al centro. Come se il caos non fosse sufficiente arrivano anche le rivendicazioni del centro dell’isola. A portarle non sono solo i sindaci e i consiglieri regionali, Pietro Pittalis (Fi) e Roberto Deriu (Pd) in testa. A chiedere più attenzione delle zone interne è anche un pezzo pregiato della giunta Pigliaru, l’assessore Paolo Maninchedda. Ma la sua posizione è lontana dalla polemica. È una riflessione sugli effetti che questa riforma sembra avere per ora sull’isola. «Le città in Sardegna sono sempre state non solo gli ingressi delle opportune modernizzazioni, ma anche le porte delle pestilenze. La nuova peste è il campanilismo, il sindachismo, il prinzipalismo, l’impudenza sticazzista dell’esibizione del solo proprio gonfalone – scrive Maninchedda –. Ma si è davvero convinti che le questioni centrali della Sardegna siano il numero delle Province, delle Asl, delle Aree metropolitane, cioè di tutti i galloni che portano incarichi e stipendi e non portano manco un grammo di sviluppo? Abbiamo un problema grande come una casa che si chiama spopolamento e non si riesce a trovare un luogo in cui chi ha qualche idea possa farla valere, possa trovare compagni».
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