Borse di studio solo a un sardo su 2
Si riducono i fondi e metà degli aventi diritto resta a bocca asciutta
SASSARI. Hanno tutte le carte in regola per avere lo sconto sulle tasse, presentano regolare domanda all’università di appartenenza, ma alla fine a ricevere la borsa di studio è solo la metà degli aventi diritto. Soltanto il 56 per cento degli studenti sardi riesce ad avere l’esenzione totale o parziale sulle tasse di iscrizione. I soldi per soddisfare tutte le domande non ci sono e il restante 44 per cento degli universitari idonei rimane a bocca asciutta. Uno scenario desolante, figlio di una scarsa attenzione della politica per il diritto allo studio, che si aggrava di anno in anno. E per il 2016 la situazione sembra destinata a peggiorare. La riforma del nuovo Isee varata dal governo Renzi rischia infatti di rendere più difficile l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. Per questo gli studenti dell’università di Cagliari annunciano una serie di mobilitazioni per opporsi alla riforma. «Il 25% degli studenti italiani si trova con un Isee e un Ispe maggiori rispetto a quelli dell'anno precedente, anche se le condizioni economiche sono rimaste le stesse», attaccano gli universitari di Cagliari, che annunciano un sit in per domani davanti al Rettorato.
Nel 2012-13 nell’isola a ottenere una borsa di studio era stato il 64,4 per cento degli aventi diritto, un anno dopo si è ridotto al 56. Peggio della Sardegna solo la Sicilia, dove viene assegnata solo una borsa su tre, e il Piemonte, unica regione del Settentrione a garantire le agevolazioni solo alla metà degli universitari. Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, infatti, riescono a soddisfare il cento per cento delle domande presentate. Un gruppo di regioni - i dati sono forniti dall’Osservatorio del Piemonte sul diritto allo studio e pubblicati sul Sole 24 Ore - a cui va aggiunta la Basilicata.
La difficoltà ad accedere alle borse di studio sono una delle cause che hanno determinato il crollo delle immatricolazioni più o meno in tutta la penisola. Il picco a Reggio Calabria, dove tra il 2011 e il 2015 le iscrizioni si sono quasi dimezzate. Male anche Parma, Siena e Perugia. Il calo, anche se un po’ più contenuto, ha contagiato anche le due università sarde. A Sassari in quattro anni - fonti del ministero dell’Istruzione - gli immatricolati sono calati del 10,5 per cento: nell’anno 2014-2015 si sono registrati 1802 iscritti. Più o meno le stesse percentuali di Cagliari, dove il calo si attesta intorno al 10,1 per cento e le immatricolazioni nel 2014 sono state 3.659. (al.pi.)
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