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L’inchiesta e la pista delle intercettazioni

L’inchiesta e la pista delle intercettazioni

I carabinieri hanno le registrazioni delle minacce di morte che Nico avrebbe fatto al fratello Angelo

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LULA. Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Nuoro Claudio Cozzella, emergono chiari i dissapori tra i due fratelli Piras che motiverebbero l’omicidio di Angelo Maria da parte di Nico (quale autore materiale del delitto) con la complicità della moglie Alice Flore (quale concorrente morale). Gli indizi di colpevolezza posti in rilievo dalla richiesta del pubblico ministero sono stati tratti esclusivamente dal contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali autorizzate nel corso del procedimento penale. Tutto parte dal 25 gennaio 2015, giorno in cui alle 9,10 Antonio Calia, suocero di Angelo Maria Piras si presenta in caserma per riferire di aver trovato il cadavere del genero in una pozza di sangue. L'uomo indica il punto preciso della campagna, in località Ughele. La moglie della vittima, Maria Calia dice che il marito era un abitudinario e sottolinea il fatto che Angelo Maria non era in buoni rapporti con i familiari. Le indagini prendono subito quella direzione, E grazie all’utilizzo delle intercettazioni – telefoniche e ambientali – gli inquirenti riescono a chiudere il cerchio intorno ai presunti responsabili. Dalle registrazioni «emerge che Nico Piras aveva minacciato di morte il fratello Angelo Maria – si legge nell’ordinanza – . Emerge inoltre che tra i due non correva buon sangue a causa della gestione del patrimonio di famiglia in località Nurai. L'astio e gli attriti esistenti tra i due fratelli avevano determinato con il passar del tempo la totale rottura tra i due. Situazione – si legge ancora – che non aveva indotto entrambi a desistere dall'inviarsi reciprocamente, anche tramite terze persone, accuse e minacce e, dal controllare i rispettivi spostamenti e movimenti per avvantaggiarsene nel compimento di eventuali reciproci atti ritorsivi». Una situazione tesissima. Nel corso di un’intercettazione Nico chiama un suo amico, tale Gianfranco: «Oè compà, ascoltate non andateci in giro a cercare nessuno perché ho già fatto io, eh... Ho visto vostro compare questa mattina e l'ho spiegato a lui. Non dite nulla. Già ve lo dico a voce». In un'altra conversazione Nico parla con un amico e “intermediario” del fratello, Arcangelo: «Senti una cosa ti dico... mettiti da parte … ma non hai capito... guarda che ti trascino per terra...». E Alice Flore al marito: «Vabbè la prossima volta ci rimettono i figli...». Ancora Nico parlando con la moglie della conversazione con Arcangelo: «No, gli ho detto che le ruspe sono le mie, non ha da cercare, gli dici di restituirmi le cose dell'agriturismo prima di cercare altro... gli ho detto». «Di elevata rilevanza investigativa – viene riportato nell’ordinanza – appaiono le conversazioni telefoniche e ambientali registrate il giorno prima dell'omicidio, in particolare le conversazioni tra Nico Piras e la moglie Alice Flore a seguito dell'aggressione subita da Nico da parte dei Angelo Maria in un terreno dove stava eseguendo dei lavori di aratura. Le circostanze relative al ferimento, sono state confermate successivamente all'omicidio dallo stesso Nico Piras nel verbale di interrogatorio. “Stavo lavorando in località “Locu connore” e svolgevo un lavoro di aratura. È sbucato mio fratello che teneva tra le mani un fucile. Ho acchiappato la canna cercando di puntarla lontano dalla mia direzione ed è partito un colpo o forse più. Con il fucile scarico mio fratello che era molto più grosso di me è riuscito a saltarmi addosso e a colpirmi violentemente”». (k.s.)

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