La Nuova Sardegna

Vertice Pigliaru-consiglieri Pd sulla bozza

Il governatore ed Erriu incontreranno il partito di maggioranza relativa: sul tavolo un accordo a tre

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CAGLIARI. La riunione della vita potrebbe essere quella di stasera. Sulla riforma degli Enti locali, alle 17, i consiglieri regionali del Pd sono stati convocati dal capogruppo Pietro Cocco, per un faccia a faccia (decisivo?) con il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore Cristiano Erriu. All’ordine del giorno del vertice c’è di fatto una sola frase: «È il momento della sintesi». In altre parole, dopo settimane e settimane di dibattito, aspro e con molte contrapposizioni fra Nord e Sud, «dobbiamo chiudere la partita» e subito dopo «accelerare l’iter del disegno di legge, con la bozza definitiva che dovrà essere licenziata in tempi molto stretti, massimo fra dieci giorni, dalla commissione Autonomia». Per questo l’incontro di questo pomeriggio – dicono nei corridoi del Consiglio – «non potrà concludersi con un nulla di fatto». Anzi, «sarà l’ultima occasione per sollevare i dubbi che ancora ci sono intorno alla proposta presentata dalla Giunta. Poi tutti a lavorare per evitare altri strappi». Soprattutto quando il testo arriverà in aula.

La proposta. Al vertice il presidente e l’assessore si presenteranno con l’emendamento scritto che potrebbe mettere fine allo scontro sulle Città metropolitane. È quello concordato – almeno così pare – da Francesco Pigliaru e dal presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, nell’ultimo incontro che hanno avuto la settimana scorsa a Cagliari. Cioè: le Unioni metropolitane, Sassari e Olbia, avranno gli stessi poteri di Cagliari e in più, con un articolo che dovrebbe essere l’8-bis, «ai due territori sarà garantita una corsia preferenziale nell’utilizzo dei Fondi europei». Sul piatto – secondo alcune indiscrezioni – la Giunta potrebbe mettere anche una diversa ripartizione del Fondo unico (i trasferimenti dalla Regione e ai Comuni) e anche in questo caso ci dovrebbe essere un’attenzione particolare per le Unioni metropolitane. Di più la Giunta non offrirà e quel punto i consiglieri del Pd dovranno dichiarare chi ci sta o no.

Il chiarimento. Voci di corridoio dicono che la Giunta vorrebbe capire, nel dettaglio, la posizione dei singoli onorevoli del partito di maggioranza relativa. Ad esempio – sarà una delle domande – perché alcuni eletti nei collegi del Nord alzano le barricate in casa e meno quando prendono parte, a Cagliari, ai vari vertici? Un chiarimento su questo «soffiare sul fuoco» la Giunta potrebbe sollecitarlo questo pomeriggio.

Il presidente. Secondo alcune voci in arrivo dal palazzo della Regione, il presidente Pigliaru dovrebbe presentarsi all’incontro non con un ultimatum, il classico «o così, oppure andiamo tutti a casa», ma con un più conciliante «parliamo di progetti» e «su progetti e investimenti mettiamo le basi per lo sviluppo sinergico e non in contrapposizione fra Cagliari, Sassari e Olbia». Su questa strategia Pigliaru sa di avere già il sostegno dei consiglieri regionali cagliaritani, ma anche buona parte di chi è stato eletto al Nord sarebbero propensi a sottoscrivere l’accordo.

Nuoro e Oristano. L’intesa a tre – Cagliari, Sassari e Olbia – però non è visto benissimo dai consiglieri regionali del Pd delle altre ex Province. Le cosiddette zone interne hanno mandato un messaggio chiaro: «Non possiamo rimanere schiacciati da questi tre poli più o meno metropolitani». È un altro punto delicato su cui la Giunta dovrà lavorare di fino per evitare l’apertura di un altro fronte.

La maggioranza. Per ora, a parte qualche presa di posizione personale, gli altri partiti della coalizione sono rimasti sulle gradinate. Prima di scendere in campo, vogliono capire come andrà a finire la discussione-chiarimento nel Pd. Sembra però di capire che nessun alleato sia disponibile a fare da stampella alle spinte dei sindaci del Nord. Perché? Perché comunque c’è sempre un centrodestra da tenere a bada. (ua)

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