Aereo navetta per Roma, il governo dice no ad Alghero e Olbia
Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio risponde a un’interrogazione: la scelta spetta alla Regione. Nizzi (Fi): così la giunta penalizza i cittadini del nord Sardegna
Il governo dice no al ponte aereo tra la penisola e gli scali di Olbia e Alghero. O meglio si chiama fuori dalla questione e lascia carta bianca alla Regione. Una presa di posizione che sembra pilatesca ma che in realtà trova origine nelle norme che fin dal 2006 disciplinano la continuità territoriale. Norme che indicano a chiare lettere come tutte le risorse finanziarie necessarie siano a carico della Regione.
«Paghiamo gli errori fatti da Soru, che da governatore decise di far assumere per intero alla Regione i costi del trasporto pubblico – tuona il parlamentare di Forza Italia, Settimo Nizzi –. E ora l’assessore Deiana ne sta commettendo un secondo, dividendo la Sardegna tra cittadini di serie A e cittadini di serie B». La decisione della giunta Pigliaru di puntare sulla navetta tra Roma e il solo aeroporto di Cagliari per risolvere la questione della continuità territoriale è stata oggetto di una interrogazione di Nizzi, che ha chiesto al ministro Graziano Delrio di attivarsi affinché il ponte aereo colleghi Fiumicino anche con Olbia e Alghero.
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L’interrogazione. «Secondo Deiana – accusa il parlamentare di Forza Italia – la scelta della Regione di prevedere nel progetto il solo scalo di Cagliari deriverebbe dal fatto che Elmas ha una domanda più elevata in confronto agli altri aeroporti e che la rotta prioritaria libererebbe le risorse regionali che così potrebbero comunque essere utilizzate per potenziare i collegamenti con gli altri aeroporti. Ma in realtà io credo che in questo progetto debbano essere coinvolti anche gli scali di Olbia e Alghero per evitare che a beneficiare della continuità siano soltanto i cittadini che vivono nel sud dell’isola. Il problema dei trasporti interessa tutti i cittadini della Sardegna e, pertanto, non si possono utilizzare risorse dello Stato per avvantaggiare una parte del territorio, lasciando volutamente indietro il resto dei cittadini dell’isola».
Il ministro. All’interrogazione di Nizzi, però, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha risposto che nulla può. «La Regione ha manifestato al ministero l’intendimento di esplorare col governo possibili azioni di miglioramento dell’attuale regime dei collegamenti aerei – scrive Delrio –. È stato anche avviato un tavolo di confronto in relazione alla volontà della Regione di incrementare gli attuali collegamenti, anche attraverso nuovi modelli di continuità, ma ad oggi, non essendo ancora state individuate soluzioni operative, appare prematura una discussione sull’ipotesi di una estensione del rafforzamento della continuità anche ai collegamenti con gli scali di Olbia e Alghero. Una prerogativa – conclude il ministro – che comunque sembra rientrare nella discrezionalità che la legge riconosce in materia alla Regione stessa».
Nord penalizzato. «È dunque l’assessore Deiana che ha deciso di privilegiare solo una parte dei sardi, lo dice anche Delrio – attacca ancora Nizzi –. È una cosa inaccettabile: 14 voli al giorno solo da Cagliari a Roma. Ma il finanziamento dello Stato di 65 milioni di euro non può essere destinato solo a chi vive al Sud. E la Gallura? E il sassarese? Non se ne può più di questo cagliaricentrismo. Pigliaru dovrebbe cominciare a fare gli interessi di tutti i sardi e non solo di quelli che vivono più a sud».
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