La Nuova Sardegna

Contestati anche i lavori negli hotel

Contestati anche i lavori negli hotel

Sotto la lente della Procura gli interventi di ampliamento degli alberghi

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TEMPIO. Il “Progetto Sardegna” contemplava, nel suo atto costitutivo, anche la possibilità di un cambio politico al vertice del governo regionale. Questo passaggio avrebbe comportato un diverso approccio con il problema del mattone, da quì l’iniziativa di avvicinare «soggetti di interesse... in questo momento in Sardegna (si parla del 2009, n.d.r.) governa una maggioranza di centro destra... tuttavia risulta di particolare utilità sviluppare rapporti di buon livello anche con le forze politiche del centro sinistra, oggi all’opposizione, ma che, con il gioco dell’alternanza, un domani potrebbe di diventare la nuova maggioranza... Parole profetiche che potevano tornare utili per arginare la serie di reati contestati nella seconda inchiesta, quella riguardante gli aspetti ambientali, urbanistici ed edilizi violati in Costa Smeralda. Stando agli accertamenti disposti da Domenico Fiordalisi e compiuti dagli investigatori e alle consulenze d’ufficio Tonino Fadda, Antonello Matiz, Libero Meloni, Aleksandra Dubrova e Mariano Pasqualone avrebbero commesso una lunga serie di falsi in atti pubblici e abusi edilizi per aver rilasciato concessioni e realizzato in «palese difformità dagli strumenti urbanistici e norme paesaggistiche vigenti le opere edilizie su quattro strutture alberghiere di proprietà della sardegna Resorts srl nelle quali vi erano precedenti abusi non sanati che rendevano illegittimo il rilascio di nuove concessioni edilizie». L’elenco dei presunti abusi contestati è lunghissimo e interessa i tre principali hotel della Costa Smeralda, dall’esclusivo ed elitario Pitrizza al fascinoso Romazzino, per finire dentro lo storico Hotel Cervo. Dove le stanze destinate al personale, grazie agli ampliamenti previsti dal Piano Casa, diventarono suite a cinque stelle. Al Pitrizza – un resort orizzontale con villini mono e bifamiliari inseriti tra i graniti e la macchia mediterranea – gli abusi riguarderebbero due ville, dodici suite, il club house e il centro servizi 2. In pratica un nuovo hotel realizzato sfruttando le vecchie volumetrie. Gli abusi che sarebbero stati compiuti al Romazzino – cinque ville mono familiari, altrettante piscine private, un centro servizi per i bambini, un altro per gli adulti, la nuova rotonda sul mare (di Fred Bongustiana memoria) con tanto di bar e barbecue – sono invece ancora sub judice dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di Domenico Fiordalisi contro il dissequestro degli immobili deciso dal tribunale del riesame, che annullò il provvedimento di sequestro preventivo firmato dal gip Marco Contu. La Corte Suprema ha rinviato la decisione al tribunale del riesame che si riunirà non appena gli atti verranno consegnati da Roma. (g.p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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