“L’ora del Rosario” racconta anche Sassari
Ieri in scena il nuovo spettacolo in un Teatro Verdi tutto esaurito
SASSARI. Fiorello fa il suo ingresso al Teatro Verdi con un effetto a sorpresa: non appare sul palco, ma si materializza tra il pubblico attraversando la platea. Abito scuro e musica d’organo in sottofondo, lo show man saluta le due ali di folla con fare cardinalizio, Ed è subito show. In un boato da stadio esplodono gli applausi del pubblico accorso in massa per l’attesissima prima regionale dello spettacolo “L’ora del Rosario”, che segna il ritorno in teatro di Fiorello.
Sold out da settimane lo show non delude le aspettative e sin dai primi istanti coinvolge e cattura. Diretta dalla regia sferzante di Giampiero Solari, l’esilarante liturgia di parole e musica di Fiorello accompagna per oltre due ore ininterrotte il pubblico attraverso una carrellata di monologhi, canzoni, gag, duetti d'eccezione e tante sorprese per gli spettatori che diventano parte integrante dello spettacolo.
Con “L'ora del Rosario” che in un anno di tour ha attraversato l’Italia, Fiorello scopre la provincia i suoi teatri la sua gente, ritorna ad una dimensione più raccolta di contatto diretto con il pubblico. In ogni città il copione cambia calandosi nell’attualità, integrandosi con le atmosfere, le storie, l’anima dei luoghi.
L’anteprima dello show è iniziata a Sassari ieri mattina tra i vicoli e le piazze del centro storico, dove Fiorello ha fatto una lunga passeggiata. Che poi ha raccontato sul palco del Verdi: «Manco vent’anni da Sassari, torno e mi chiudono l'aeroporto: vabbe’. Appena arrivato ho cominciato a sentire la gente che diceva “millo mi, millo mi”. Ma che siete cinesi? Comunque Sassari è bellissima, tutta in salita, mi son fatto un mazzo ad andare in giro. Poi mi piace anche il vostro intercalare: “cazzu cazzu”. Secondo me per questo siete centenari: camminate in salita dicendo cazzu cazzu».
Il sermone irrefrenabile di Fiorello mette in piazza vizi e virtù degli italiani, dai social network al mondo della politica. Accompagnato sul palco dalla band capitanata dal maestro e tastierista Enrico Cremonesi, Fiorello non manca di sfoderare le sue celeberrime qualità canore, giocando tra pop e swing con cover e mash-up di canzoni e duetti virtuali inediti. Per la gioia dei suoi fan non mancano neppure le imitazioni: i suoi cavalli di battaglia sono tutti sul palco, da Zucchero a Eros Ramazzotti, passando per Antonello Venditti, Marco Mengoni, Tiziano Ferro e Negramaro. Applausi scroscianti quando in teatro arriva la voce di Mina che invita Fiorello a cantare con lei sulle note di “Baby it's cold outside”, inciso insieme a Lugano. Sui maxi schermi irrompe anche il mitico Tony Renis in collegamento da Las Vegas, ed è il momento di “Quando quando quando”.
L’ultima sorpresa si svela sul finale ed è dedicata alle tante persone incontrate da Fiorello in giro per la città ieri mattina. Gli inconsapevoli coautori dello show diventano protagonisti dei titoli di coda in una carrellata di visi e sorrisi sassaresi. Con Fiorello che poco prima commenta: «Vi piace così tanto smanettare su FB che prima di uscire di casa avete certamente mandato un post dicendo che stavate venendo qui allo spettacolo di Fiorello. Bravi! E ora mentre siete qui qualcuno sta entrando a casa vostra».
Stasera lo spettacolo replica alle 21. Poi andrà in scena al Teatro Massimo di Cagliari il 6, il 7 e l’ 8 novembre.
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