La Nuova Sardegna

davanti al consiglio regionale

Garanzia giovani, sit in di protesta

Niente rimborsi e niente attestati, i ragazzi denunciano “la beffa”

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CAGLIARI. Un sit-in a Cagliari per dire che sono stanchi di essere presi in giro. I soldi promessi non sono mai arrivati, così come la chiamata per sostenere l’esame finale, quello indispensabile per ottenere l’attestato. Che non è un semplice foglio da incorniciare ma può rappresentare il lasciapassare per entrare nel mondo del lavoro. I ragazzi protagonisti del progetto Garanzia Giovani, il percorso finanziato dall’Unione Europea (riservato ai ragazzi dai 15 ai 29 anni) che per la Sardegna ha disposto uno stanziamento di 54 milioni di euro, oggi davanti al consiglio regionale denunceranno quella che considerano una beffa. Almeno una parte di loro, quelli che non ha ricevuto i rimborsi stabiliti per i corsi di formazione (2 euro l’ora più le spese per gli spostamenti) e quelli che ancora aspettano i compensi mensili per i tirocini in azienda (470 al mese). Una situazione emersa già nelle scorse settimane e che riguarda i giovani di tutta l’Italia. Al punto che a livello nazionale è partita una petizione con la quale si chiede al governo di dare risposte: dove sono finiti i soldi? E perché i partecipanti ai corsi non hanno la possibilità di sostenere l’esame e conseguire la qualifica? Nell’isola i ragazzi coinvolti sono sinora più di 30mila. E molti di loro, soprattutto i più giovani, hanno frequentato un corso di formazione per imparare un mestiere ma anche con la convenzione di ricevere un rimborso. Da poco la Regione, assessorato al Lavoro, ha detto che per quei corsi non sono previsti compensi. I ragazzi non ci stanno e oggi scenderanno in piazza.

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