Piccoli Comuni: mai con Abbanoa
I sindaci sono pronti a raccogliere le firme contro la riforma
CAGLIARI. I piccoli Comuni che non stanno con il gestore unico del servizio idrico, proprio con Abbanoa non vogliamo avere nulla a che fare. Senza arretrare neanche di una posizione, il gruppo autonomo del Gasi l’ha ribadito nell’aula della commissione Infrastrutture del Consiglio regionale. Il portavoce dei piccoli Comuni e sindaco di Paulilatino Domenico Gallus non ha cercato scorciatoie: «Non accetteremo nessuna imposizione e continuiamo a ripetere che non vogliano essere costretti a far parte di Abbanoa. Useremo tutti gli strumenti previsti dalla legge per far valere le nostre ragioni e siamo pronti anche a raccogliere le firme per organizzare un referendum contro il gestore unico». Secondo il direttore del Gasi, Giovanni Ruggeri, «a suo tempo la Sardegna ha commesso un grave errore nell’accentare il servizio di gestione. Due i motivi. Il primo perché non ha esercitato la sua autonomia nonostante abbia la competenza esclusiva nella gestione dell’acqua. Secondo: ha scelto un modello che esiste solo in Puglia, ma non ha riscontri in nessuna’altra regione d’Italia, dove invece esistono ben 474 gestori pubblici e 66 ambiti». Anche per il sindaco di Modolo, Omar Hassan, «non possiamo essere costretti ad aderire e oggi chiediamo di essere ascoltati dal Consiglio regionale». Da Aggius, col sindaco Nicola Muzzu, è arrivata l’ovvia minaccia: «Se continuerete a emarginarci, sono pronto a dimettermi. Sapete qual è la verità? È che noi, nonostante abbiamo da dieci anni bloccati i fondi per migliorare il servizio autonomo, ai nostri utenti continuiamo ad applicare tariffe di quattro volte inferiori a quelle praticate da Abbanoa». Concetto rilanciato con forza dal sindaco di Santulussurgiu Diego Loi: «Il mandato che abbiamo ricevuto dai nostri elettori è quello di proseguire in una gestione pubblica autonoma: pensiamo sia giusto premiare l’efficienza, la buona gestione delle risorse pubbliche ed eliminare gli sprechi. È esattamente quello che abbiamo fatto in questi anni, ma non ci vuole essere riconosciuto». Anzi, la legge approvata a febbraio dal Consiglio regionale, è quella che obbliga i piccoli Comuni a entrare in Abbanoa, «è una pessima legge – hanno ribadito i sindaci – che è stata votata senza consentire all’Aula di avere tutte le carte a disposizione per capire la realtà del servizio autonomo». Il presidente della commissione Antonio Solinas (Pd) ha detto di non essere convinto che «la legge possa essere cambiata senza incorrere nel ricorso del Governo, ma siamo pronti a ricevere una proposta sostenibile su cui poterci confrontare. Senza dimenticare questo: i costi che il gruppo autonome vorrebbe scaricare sulla Regione non sono più sostenibili». (ua)
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