La Nuova Sardegna

Cdi del Lirico, il socio privato sbatte la porta

di Walter Porcedda

Caso soprintendente, Francesco Boggio (Fondazione Banco di Sardegna) abbandona la seduta

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CAGLIARI. Lirico, game over? Ieri mattina, la riunione del residuo Cdi (consiglio di indirtizzo), ridotto da cinque a tre membri è finita a carte quarantotto con la clamorosa e polemica uscita di Francesco Boggio, rappresentante della Fondazione del Banco di Sardegna che ha di fatto tolto ogni residuo di maggioranza all’organo presieduto da Marco Scano (ha preso il posto qualche tempo fa del sindaco Massimo Zedda). Dopo la evidente incompatibilità di Alessio Loi (Regione) e Mario Marchetti (Comune) di votare eventualmente anche sulla candidatura di Mauro Meli (pende un suo ricorso al Tar) come messo nero su bianco dal parere dell’Avvocatura di Stato – richiesto dagli stessi Loi e Marchetti – a decidere sulla rosa dei concorrenti al posto di manager della Fondazione erano rimasti in tre: oltre a Scano, Tore Cherchi per il Mibact e, appunto, Francesco Boggio. Tra i motivi della decisione del rappresentando della Fondazione banco di Sardegna di lasciare la riunione convocata per decidere il futuro manager (e che sulla carta avrebbe dovuto raggiungere l’unanimità) anche frizioni o incomprensioni sul ruolo stesso del socio privato chiamato ad onorare la presenza con le sue risorse. Compito in realtà sempre rispettato ma che, secondo alcuni (Cherchi) era un invito di Scano «a verificare che tutto fosse a posto» e che, in un clima di ricorsi facili, poteva essere, se non espletato, un punto debole. Discussione che ha fatto salire la tensione. (ma la vera sostanza è come sempre quello delle scelte. Su chi puntare? ) e ha portato Boggio a far verbalizzare che “nonostante le reitirate richieste di passare a verbale i colleghi hanno voluto parlare a voce” ha detto Boggio «rilevando da parte loro una certa opacità». Detto ciò ha abbandonato la procedura e la seduta. E ora? La scelta per il futuro Soprintendente, sembra diventare sempre più un duello all’Ok Corral. Senza una maggioranza nel Cdi la patata bollente potrebbe finire al Ministero con la nomina di un commissario che chiuda per sempre questo teatrino.

Ma Tore Cherchi butta acqua sul fuoco. «Il ministero – ha detto – non vuole commissariare e le istituzioni locali dovranno ripristinare la pienezza del consesso”. Cioè procedere alla nomina di due altri membri non “incompatibili” al posto di Loi e Marchetti? La telenovela continua.

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