Lampis (Fdi-An) sospeso fino alle motivazioni del Tar
CAGLIARI. Non c'è davvero pace per il Consiglio regionale eletto nel 2014. Da mesi è ostaggio di ricorsi e controricorsi sui seggi assegnati ed è sempre colpa della solita e molto discussa legge...
CAGLIARI. Non c'è davvero pace per il Consiglio regionale eletto nel 2014. Da mesi è ostaggio di ricorsi e controricorsi sui seggi assegnati ed è sempre colpa della solita e molto discussa legge elettorale ormai interpretata più volte dai giudici amministrativi. L’ultima sentenza è stata quella del Tar Sardegna, che ha cassato l’elezione in differita e recente di Gianni Lampis (Fdi-An), impallinato dal ricorso di Giovanni Satta dell’Uds. All’indomani dell’ennesimo ribaltone, la giunta delle elezioni del Consiglio regionale non ha potuto che prendere atto del verdetto. Di fatto ha sospeso Gianni Lampis dall’incarico e «i lavori dell’aula – è stata questa la decisione – andranno avanti con 59 consiglieri su 60 almeno fino a quando non saranno pubblicate le motivazioni della sentenza del Tar». Non è una scelta degna di chissà quale novello Ponzio Pilato. Nel disarcionare Lampis (subentrato in Consiglio appena l’8 settembre dopo il primo ribaltone, è quello con il Consiglio di Stato ha escluso Modesto Fenu del Movimento Zona Franca, i giudici amministrativi non hanno scritto che «il subentrante debba essere Satta, hanno accolto solo il suo ricorso» e rimandato la decisione a una non meglio precisata autorità amministrativa, che dovrebbe essere (ma non c’è scritto) l’Ufficio elettorale. È questo il motivo per cui Lampis è stato sospeso e non escluso. Ma poco dopo è stato lo stesso consigliere regionale di Fdi a diffidate il Consiglio e la giunta delle elezioni a prendere decisioni più drastiche: «Solo nella motivazione – scrive – può essere indicato cosa dovrà accadere da adesso in poi e si può solo ipotizzare che siano gli stessi giudici a spiegare quale autorità abbia il compito della nuova nomina». Diffida a parte, Lampis ha annunciato che ricorrerà al Tar, per chiedere la sospensiva della sentenza a lui sfavorevole.
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