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Scano: Comuni in prima linea nell’integrazione dei migranti

Scano: Comuni in prima linea nell’integrazione dei migranti

CAGLIARI. Sull’emergenza e sulla prima accoglienza dei migranti, la Sardegna è in testa alle classifiche nazionali: ha dimostrato il massimo dell’efficienza possibile. È sull’integrazione che la...

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CAGLIARI. Sull’emergenza e sulla prima accoglienza dei migranti, la Sardegna è in testa alle classifiche nazionali: ha dimostrato il massimo dell’efficienza possibile. È sull’integrazione che la Sardegna è ancora indietro, con finora appena 3 progetti avviati per soli 75 stranieri che hanno ottenuto lo status di asilo politico. C’è invece molto di più da fare e i Comuni devono diventare protagonisti nella seconda fase, quella dell’inserimento sociale e nel mondo del varo. È questo il messaggio lanciato dall’Anci regionale, l’Associazione dei Comuni, sui bandi Spars, sono i sistemi di protezione per i rifugiati, che tra l’altro prevedono un finanziamento di 10mila per ogni migrante integrato nel tessuto sociale. Nello scorso bando, come detto, la Sardegna ha presentato, come detto, solo 3 progetti (tra l’altro tutti in provincia di Cagliari) e il prossimo scadrà a metà gennaio. «Entro quella data – ha detto il presidente dell’Anci Piersandro Scano – vorremo che i nostri Comuni fossero protagonisti». È un auspicio con anche una buona ragione politica: nella prima e nella seconda accoglienza, i Comuni subiscono le decisioni che arrivano dalle prefettura, nella seconda «saranno invece le amministrazioni comunali a decidere tutto, anche il numero di migranti che la loro comunità può accogliere». Non è una differenza da poco e potrebbe essere una delle strade possibile per ridurre al minino le tensioni sociali che spesso scatenano con la prima accoglienza nei vari territori». Per il viceprefetto di Cagliari Carolina Bellantoni «è indispensabile che i Comuni capiscano l’importanza dei bandi proprio perché, in base all’accordo firmato a luglio al ministero dell’Interno, l’integrazione è affidata in via esclusiva a gli Enti locali». Angela Quaquero della cabina di regia della Regione sui flussi migratori ha sottolineato un altro aspetto: «La gestione di questi progetti vale anche posti di lavoro per i sardi. In un recente passato, abbiamo avuto la conferma ad esempio che l’accoglienza di 2000 migranti ha prodotto 120 posti lavoro grazie allo sviluppo del welfare in Sardegna». Risultati ribaditi da Camilla Orlandi, delegata dell’Anci nazionale, e da Maria Silvia Orlandi, esperta di bandi Spars, e che hanno detto: «Dobbiamo riuscire a superare l’emergenza con una gestione ordinaria». Ma è chiaro ha precisato il presidente dell’Anci Scano che «i Comuni in questo percorso virtuoso non possono essere lasciati da soli. Lo Stato deva fare la sua parte nella gestione europea dei flussi migratori».

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