La Nuova Sardegna

Stipendi e spese pazze: via l’incarico al manager

di Mauro Lissia

Marcello Barone avrebbe incassato o speso impropriamente 170mila euro Spunta una consulenza d’oro: settemila euro al mese ad un avvocato di fiducia

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CAGLIARI. L’amministratore unico della società regionale in house Sardegna.it Marcello Barone potrebbe essere rimosso dall’incarico nel giro di pochi giorni. C’è la conferma della Regione: chiusa dopo trenta giorni l’istruttoria sulla sua posizione - stipendio fuori dal tetto di legge e spese improprie accertate dal collegio dei sindaci - il dirigente degli affari generali Antonello Pellegrino ha acquisito nel corso di una lunga riunione il parere dell’ufficio legale e ha chiesto a Barone di restituire le somme che per il collegio dei sindaci di Sardegna.it sono state percepite indebitamente. Barone - come riferisce la relazione dei sindaci - si era dichiarato disponibile a rifondere l’amministrazione se fossero state accertate illegittimità nella sua gestione, ma dal riserbo degli uffici è filtrata la risposta formale del manager ai dirigenti di viale Trento: quanto ho percepito mi spettava, le spese sono legittime, non ritengo di dover restituire alcuna somma.

Giusta causa. Incassata la comunicazione, gli uffici degli Affari generali non hanno perso tempo: subito una nota informativa al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore Giammario Demuro, immediatamente dopo una bozza di delibera da sottoporre alla giunta in cui l’esecutivo regionale dispone la revoca dell’incarico amministrativo conferito a Barone dalla giunta Cappellacci. La motivazione: giusta causa. Successivamente il dossier su Barone sarà passato alla Procura e partirà la procedura di recupero della somma contestata - tra le maggiorazioni dello stipendio rilevate dai sindaci e le spese improprie, l’auto di servizio, l’alloggio e i viaggi siamo attorno ai 170 mila euro - anche se a leggere i dati riportati dal servizio trasparenza online di Sardegna.it non sembra che Barone possieda beni aggredibili: non risulta neppure un’automobile privata.

Incarico d’oro. Ma non è finita: a leggere la nuova segnalazione dell’irriducibile Franco Magi, ex presidente di Sardegna.it, Barone avrebbe esagerato anche nella distribuzione di incarichi di consulenza, sui quali gli uffici regionali potrebbero chiedere presto ulteriori spiegazioni. Magi fa riferimento in particolare all’incarico conferito all’avvocato Enrica Farci, che grazie alla determinazione 227 dello scorso 29 luglio fornisce «servizi professionali di consulenza e assistenza specialistica di natura tecnica e giuridica in materia di sicurezza informatica, protezione dei dati e privacy». Il tutto per 30 mila euro più iva, con un costo per Sardegna.it che sfiora i settemila euro al mese per cinque mesi, sino al prossimo 31 dicembre.

Selezione necessaria. In una dettagliatissima nota di cinque pagine Magi rispolvera sentenze, norme e riferimenti giuridici per affermare quanto è noto: un incarico di quella portata poteva essere affidato solo dopo una procedura di selezione pubblica. Si tratterebbe invece di una chiamata diretta, motivata con «l’elevata professionalità» del legale, in linea con quanto stabilisce la legge regionale 31 del 1998. Ma quella stessa legge cui Barone si è riferito - scrive Magi nella segnalazione - prevede che «gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente».

Oltre 100 mila euro. Un passaggio che sembrerebbe mancare nel caso dell’incarico conferito all’avvocato Farci, che a leggere la nota di Magi avrebbe beneficiato tra il 2013 e il 2014 di altri incarichi di fiducia, fino a mettere insieme un compenso invidiabile: secondo i calcoli di Magi quasi 103 mila euro. Una spesa considerevole per le casse di Sardegna.it - che come società in house è soggetta nella sostanza alle norme degli enti pubblici - ma secondo l’ex presidente anche inutile, perché negli uffici di via dei Giornalisti lavora già un legale di grande esperienza.

Affittopoli. La vicenda di Barone - che è indagato con l’accusa di concorso in turbativa d’asta nell’inchiesta su affittopoli - è venuta alla luce ai primi dell’ottobre scorso, quando Franco Magi ha denunciato con una sequenza di note trasmesse ai vertici e agli uffici regionali una lunga serie di irregolarità di cui l’amministratore si sarebbe macchiato nella sua gestione della società. Barone, come confermato dal collegio dei sindaci, si è attribuito uno stipendio di novemila euro al mese, superiore di quasi 50 mila euro all’anno al massimo stabilito per i dirigenti regionali e di conseguenza illegittimo.

Alloggio e automobile. In più Barone ha messo a carico di Sardegna.it le spese di alloggio in un B&B di Cagliari malgrado non siano previste nel contratto, due auto di servizio acquisite in leasing e usate anche per scopi privati, infine altre spese improprie che sono state ricostruite puntigliosamente dagli uffici.

La Procura. La vicenda di Barone è già all’attenzione della Procura, che ha acquisito gli atti disponibili. Gli atti del procedimento interno andranno anche alla Corte dei Conti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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