I centenari testimonial dell’isola
La longevità può essere uno strumento per conquistare i mercati internazionali
SASSARI. «Siamo il popolo più longevo del mondo, dobbiamo andare incontro alle attese di consumatori sempre più esigenti, che devono trovare nei prodotti sardi quella qualità e quella salubrità che hanno permesso a tanti sardi di vivere bene e più a lungo». Per l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, “Cibi della salute dalla terra dei centenari”, con cui l’assessorato si è presentato a Expo 2015 per promuovere il made in Sardinia nei mercati internazionali, è molto più di uno slogan. Quel che dice l’assessore, al di là di qualsiasi intento promozionale, è insindacabilmente vero. La prospettiva di vita dei sardi è maggiore. L’isola è indicata dagli studi condotti tra Sassari, Francia, Sudamerica e Stati Uniti come “blue zone”: sono le aree geografiche del mondo in cui le persone vivono più a lungo, che gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain indicarono sulla mappa con dei cerchi blu. L’americano Dan Buettner offrì a sostegno dati empirici e osservazioni in prima persona, indicando come zone blu Okinawa in Giappone, la Sardegna, Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia e Loma Linda, comunità avventista della California. Secondo altri studi, anche al di là dei confini della Sardegna, alimentazione, clima e abitudini quotidiane fanno della Sardegna la regione d’Italia col più elevato tasso di longevità. E ora i centenari sardi, dopo aver attratto i media di mezzo mondo, diventano i “testimonial” della Regione per promuovere l’isola nel mercato globale delle vacanze e dei prodotti alimentari d’eccellenza. (g.m.s.)
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