La Nuova Sardegna

Le Asl hanno le casse vuote, saranno salvate con 273 milioni

La Giunta dà il via libera a un’anticipazione per le spese correnti 2015. Serve l’ok del Consiglio Il grande problema del disavanzo di 400 milioni. L’ipotesi: imposizione dei ticket per ripianarlo

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CAGLIARI. Le Aziende sanitarie incasseranno dalla tesoriera della Regione un’anticipazione straordinaria per far fronte alle spese correnti. Per pagare i conti di quest’anno e non finire al collasso, stanno per ricevere 273 milioni. La decisione è della Giunta con una delibera che dovrebbe essere operativa, con il trasferimento dei soldi, sin dalla prossima settimana. È anche questo un altro canale per far fronte all’emergenza che pesa da tempo sulla sanità. Ormai ha un peso specifico intorno ai 3 miliardi e 200 milioni, più altri 3-400 milioni destinati al welfare, e incide per oltre la metà sul bilancio della Regione. Dopo la riforma degli Enti locali, ancora sul tavolo della commissione Autonomia del Consiglio regionale, è questo il secondo grande problema della giunta Pigliaru. Va affrontato in fretta: il disavanzo ha superato i 400 milioni e la Sardegna prima o poi (come preteso anche dalla Finanziaria nazionale) dovrà prima o poi rientrare. Lo prevede la legge e per riuscirci potrebbe non bastare il riordino della rete ospedaliera (134 milioni di risparmio stimato) e neanche la riforma delle Asl, con la drastica riduzione proprio delle Aziende. Potrebbe servire una terapia d’urto.

L’anticipo. Come capita da troppo tempo, è ancora una volta la Regione che deve correre in soccorso delle Asl ed è costretta a farlo quando i bilanci hanno superato il livello di guardia. È così anche, in questa occasione, a poco meno di due mesi dalla fine dell’anno. Le Asl hanno detto di aver le casse vuote, la liquidità scarseggia da settimane ed ecco il perché dell’anticipo. Per ora a sborsarlo sarà la tesoreria della Regione, poi spetterà all’assessore al Bilancio trovare il modo come coprirlo nella Finanziaria in corso e in quelle che verranno e comunque sulla delibera dovrà esprimersi anche il Consiglio. La difficoltà per la Giunta potrebbe essere questa: dove reperire le risorse fra le pieghe di una contabilità che deve rispondere al complicato regime del pareggio di bilancio, e cioè quanto incassi, puoi spendere, oltre non si può andare. Negli ultimi mesi, la Regione ha cominciato a trattare con il Governo per avere più libertà, ma da Roma non è arrivato ancora un sì definitivo.

Il rischio. A parte la scarsa liquidità, la vera emergenza è il disavanzo. Anche se la Sardegna paga per intero il costo della sanità, in base all’accordo del 2006 con lo Stato a conclusione della prima vertenza entrate, non può sottrarsi alla legge che impone la copertura. E visto che le entrate non sembrano destinate ad aumentare, c’è la crisi e il flusso delle imposte è in discesa, la Regione sembra avere margini di manovra molto stretti. Uno è ridurre al massimo gli sprechi con una profonda ristrutturazione del sistema ed è quello che in parte la Giunta vuole provare a fare con la riorganizzazione dei posti letto negli ospedali per poi ridurre al massimo il numero delle Aziende sanitarie. Però potrebbe essere necessario anche un intervento più invasivo: l’aumento delle imposte, leggi addizionale Irpef, oppure l’imposizione dei ticket. La Sardegna è l’unica regione che non pretende la cosiddetta compartecipazione alle spese da parte dei cittadini, ma c’è il rischio che questo primato possa cadere proprio a causa del forte disavanzo. È una scelta su cui la Giunta dovrà ragionare a fondo e subito prima della Finanziaria 2016.

L’opposizione. Su queste voci che si rincorrono si è scatenata l’opposizione in Consiglio regionale. I Riformatori hanno chiesto che la Giunta «si presenti in aula per chiarire qual è lo stato reale dei conti». (ua)

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