Il percorso della legalità a Cala d'Oliva
«Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola...»
L’edificio della foresteria, la palazzina in mattoni rossi nel borgo di Cala d’Oliva, dove vennero ospitati i giudici Falcone e Borsellino, è stata intitolata alle due vittime della mafia. Su una delle pareti c’è una targa che riporta una frase di Paolo Borsellino e una di Giovanni Falcone.
La prima: «Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola». La seconda: «La mafia non è affatto invincibile. É un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine».
E a poche centinaia di metri di distanza, nel bunker che ospitò il boss Totò Riina, l’edificio conosciuto come «la discoteca» - per via delle luci sempre accese - è stato attivato il presidio dell’associazione Libera (nella foto), un percorso sulla legalità unisce i due luoghi.
«In queste iniziative ci credo – dice Manfredi Borsellino – perché lasciano alle nuove generazioni non solo belle frasi ma simboli. Oggi l’Asinara è un riferimento importante, proprio perché al contempo ha ospitato due martiri della giustizia e uno dei più feroci boss di Cosa Nostra. L’iniziativa di Libera è lodevolissima. Io non ho qualcosa di preciso da dire a quanti ricordano mio padre, Falcone e tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per il bene comune e per una società libera dalle mafie. Ho solo da offrire il mio esempio di umile servitore dello Stato che quotidianamente fa quanto è nelle sue possibilità (e capacità) perché il sacrificio di suo padre non sia stato vano». (g.b.)
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