La Nuova Sardegna

Borse di studio per pochi, tutti contro il nuovo Isee

di Alessandro Pirina
Borse di studio per pochi, tutti contro il nuovo Isee

La riforma del Governo ha ridotto del 25 per cento gli aventi diritto al sussidio Aria di rivolta in tutti gli atenei: domani in programma un’assemblea a Cagliari

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SASSARI. Il conto in banca è rimasto lo stesso, il borsellino non si è irrobustito, ma rispetto a un anno fa lo Stato li considera più ricchi. In dodici mesi il loro reddito non ha mostrato segnali di ripresa, ma con la riforma del nuovo Isee centinaia di studenti universitari si sono ritrovati senza quei sussidi che fino all’anno scorso gli avevano permesso di portare avanti il loro percorso di studi. Anzi, sono stati (anche) proprio quei sussidi a farli passare dall’altra parte della barricata. A farli diventare ricchi. Il nuovo Isee, infatti, calcola le borse di studio ricevute come fonte di reddito, mentre non ha modificato i parametri per l’assegnazione dei sussidi. Un sistema contorto che ha falcidiato l’elenco dei giovani che avevano diritto alle borse di studio e alle esenzioni delle tasse.

Controriforma. La riforma varata dal governo Renzi viene vista dagli studenti come una controriforma che, di fatto, va a colpire il loro diritto allo studio. Solo a Cagliari sono più di mille gli universitari che da un anno all’altro hanno visto sfumare la loro borsa di studio o il loro alloggio nello studentato: dai 5.167 del 2014 si è passati a 4.045. Perfettamente in linea con la media nazionale, secondo cui il 25 per cento dei giovani quest’anno dovranno rinunciare al sussidio.

Aria di rivolta. Gli studenti, dunque, sono sul piede di guerra. Ma non sono da soli. Le università si sono schierate al loro fianco. A Cagliari il rettore Maria Del Zompo e il Senato accademico hanno approvato all’unanimità la mozione degli studenti che chiede al Governo correttivi al nuovo Isee. E domani per quasi tutta la giornata - dalle 11 alle 14, dalle 15 alle 17 - l’ateneo cagliaritano si fermerà proprio per consentire a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo di prendere parte alla mega assemblea dedicata al tema.

Le richieste. Gli universitari chiedono a gran voce una modifica dei parametri per il calcolo dell’Isee. In particolare l’abolizione dell’Ispe - indicatore della situazione patrimoniale - come parametro per l’accesso alle borse di studio, oltre a una sanatoria per quegli studenti che, malgrado le condizioni economiche siano rimaste le stesse del passato, si sono visti depennati dall’elenco degli aventi diritto. Un appello fatto proprio anche dal rettore. «La Regione sta già facendo molto – dice Del Zompo – ma deve insistere sul Governo per aumentare il numero delle borse di studio ai giovani meritevoli sardi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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