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Catastrofi, come salvarsi Anna va a caccia di antidoti

di Alessandro Marongiu
Catastrofi, come salvarsi Anna va a caccia di antidoti

Per il suo ultimo libro Niccolò Ammaniti sceglie uno scenario estremo Due ragazzi vagano in un mondo di superstiti organizzati in micro società

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Con “ Anna” (Einaudi, 284 pagine, 19 euro), Niccolò Ammaniti non è mai andato così vicino all’aver scritto un buon libro. Non c’è riuscito, per le caratteristiche stesse della sua narrativa, ma tra quest’ultima e molte delle sue prove precedenti c’è comunque uno scarto sensibile. Per andar di metafora, si potrebbe dire che anagraficamente la sua prosa e la sua scrittura sono dei bambini: creano collegamenti tra le cose del mondo che vanno scoprendo, devono attestare con le parole tutto ciò che vedono.

Pare non esistere nelle pagine di Ammaniti sostantivo che non abbia un aggettivo o un qualche attributo ad accompagnarlo: “Era magro, con le gambe lunghe e lo stomaco gonfio. I capezzoli sul torace piatto parevano lenticchie e il viso appuntito era abitato da enormi occhi azzurri che si posavano sul mondo veloci come api sul nettare”, ma non hanno mai la forza dello sguardo d’insieme, di chi non può ancora andare oltre al primo strato d’epidermide della realtà. Di “Anna”, al lettore, restano così dei personaggi quasi capaci di risultare trascinanti, e due scene visionarie, quelle di massa, quasi straordinarie: ma la barriera del quasi, nel romanzo, non viene mai oltrepassata.

La sensazione, in definitiva, è di esser davanti alla più classica delle occasioni mancate, anche per via di una certa (congenita) sciatteria nei dettagli: possibile, per fare un esempio tra i tanti, che un bambino piccolo, che ha avuto per sola maestra e compagna una bambina appena più grande di lui, pronunci una frase come “Mi viene da tremare?”

La storia, dall’ottimo appeal per gli appassionati di recenti serie tv, ha per protagonista la tredicenne Anna che, dopo che gli adulti sono morti uno dietro l’altro a causa di un virus che si è diffuso dal Belgio al resto d’Europa, cerca di sopravvivere e soprattutto di prendersi cura del fratello minore Astor, a cui deve insegnare a cavarsela perché lei, come chiunque altro, presto non ci sarà più: la Rossa, infatti, colpisce indifferentemente tutti gli esseri umani al raggiungimento della pubertà. Costretti a lasciare la casa nella quale si sono rifugiati a lungo, i due si avventurano all’esterno e scoprono che molti dei superstiti si sono organizzati in gruppi e dato vita a micro-società in cui l’unica legge è quella della sopraffazione e della violenza.

La battaglia per non soccombere si fa sempre più difficile, ma a sorreggere Anna c’è la speranza: che lasciando la sua Sicilia e attraversando lo Stretto, si possa trovare qualcuno in Calabria che ha scoperto un antidoto al virus, e che la vita, anche se in un mondo in ginocchio, possa proseguire.

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