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NULE

Assassinio di Gianluca Monni, sequestrata la moto di uno degli indagati

di Nadia Cossu
Il luogo dell'omicidio di Gianluca Monni
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Il luogo dell'omicidio di Gianluca Monni

I carabinieri del Ris cercheranno eventuali tracce di sangue e impronte sulla carenatura, sui pedali e sul manubrio

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SASSARI. Potrebbero esserci tracce ematiche o impronte sulla carenatura, sui pedali, sul manubrio. E proprio per decifrare eventuali “segni” la Procura della Repubblica di Nuoro ha disposto il sequestro della moto di grossa cilindrata di proprietà del 26enne di Ozieri, uno dei due indagati per l’omicidio di Gianluca Monni. Il 24 novembre sarà affidato ai carabinieri del Ris l’incarico per effettuare tutti gli accertamenti non ripetibili che possano in qualche modo rivelare ulteriori indizi utili alle indagini.

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Si tratta di un altro importante passo che gli investigatori hanno voluto compiere per arrivare a chiudere il cerchio sull’uccisione dello studente diciannovenne di Orune e sulla scomparsa del 29enne di Nule Stefano Masala. I due fatti di cronaca – ormai questa convinzione è sempre più fondata – sono collegati tra loro.

Il ragazzo di Nule è sparito il giorno prima del delitto Monni, conosceva il minorenne suo compaesano che oggi è indagato per l’omicidio, la macchina che è stata vista nel paese della Barbagia la mattina dell’8 maggio è uguale a quella del padre di Stefano e lui la usava abitualmente. Soprattutto, quella stessa auto – una Opel Corsa scura – è stata data alle fiamme e abbandonata nelle campagne di Pattada subito dopo il delitto. È evidente che non doveva restarne traccia. Per rimanere sempre nell’ambito delle convinzioni degli inquirenti, qualcuno usò proprio un’Opel Corsa l’8 maggio per raggiungere prima Orune e poi corso Repubblica dove Gianluca Monni è stato ucciso con tre fucilate.

Il sequestro della moto fa supporre che si tratti di un’azione mirata a trovare tracce riconducibili non tanto ai presunti autori del delitto Monni. Se è appurato – come è appurato – che il o i killer hanno usato una macchina per raggiungere Orune, allora va da sè che quella moto potrebbe esser finita sotto la lente di ingrandimento della Procura per altre ragioni. Per verificare, ad esempio, se ci siano tracce collegabili alla scomparsa di Masala? Al momento si possono fare solo ipotesi ma una cosa è certa: se sono stati chiamati in campo gli specialisti del reparto investigazioni scientifiche dell’Arma, presumibilmente gli accertamenti vanno in una direzione: si cercano macchie di sangue o una qualsiasi traccia di Dna.

Quelli “non ripetibili” sono accertamenti previsti dal codice di procedura penale e comportano una modificazione dello stato delle cose o dei luoghi (ad esempio l’esame del Dna su un solo campione determina la distruzione del reperto. Oppure accertamenti chimici che possano distruggere o modificare anche in parte un qualsiasi reperto). I legali della difesa (l’indagato maggiorenne è assistito dall’avvocato Mattia Doneddu mentre il minore è difeso da Agostinangelo Marras) possono, qualora lo ritengano opportuno, nominare anche un proprio consulente.

Intanto è stata depositata di recente la perizia sui telefoni che erano stati sequestrati ai due giovani nulesi e sarebbero emersi elementi molto interessanti sul fronte investigativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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