La Nuova Sardegna

Caso stadio Is Arenas Cellino e Contini a giudizio

di Mauro Lissia

A processo accusati di peculato l’ex sindaco di Quartu e l’ex patron del Cagliari Un imputato patteggia, rito abbreviato per quattro: si decide il 23 novembre

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Nessuna sorpresa: per la vicenda dello stadio di Is Arenas ristrutturato in parte a spese pubbliche vanno tutti a giudizio. L’ex sindaco di Quartu Mauro Contini e l’ex assessore ai lavori pubblici Stefano Lilliu l’avevano chiesto all’apertura dell’udienza preliminare attraverso i difensori Luigi Concas e Roberto Nati («vogliamo il processo pubblico per difenderci in modo trasparente») e il gup Mauro Grandesso li ha accontentati, accogliendo la richiesta del pm Enrico Lussu. L’apertura del dibattimento è fissata per il primo marzo, ma il prossimo 23 novembre il giudice Grandesso dovrà ratificare il patteggiamento a due anni per l’ex dirigente del comune di Quartu Pierpaolo Gessa - accusato di due falsi ideologici, peculato tentato e consumato - difeso da Massimiliano Ravenna e Silvia Boggio, che ha confessato tutto ed è diventato il perno dell’accusa. Mentre l’amministratore e il geometra della ditta Andreoni Antonio Grussu e Giorgio Caria col direttore dei lavori Andrea Masala, difesi da Ravenna, Cesare Rombi e Alessandro Dedoni - falso, peculato tentato e peculato consumato - hanno chiesto il giudizio abbreviato e la loro posizione sarà valutata nella stessa udienza del 23, quando alcuni imputati, se lo vorranno, potranno sottoporsi all’esame. Andranno invece al giudizio ordinario insieme a Contini, Lilliu e Cellino con gli stessi capi d’imputazione il direttore operativo del cantiere Graziano Mossa - difeso da Concas - e il coordinatore della sicurezza Raffaele Perra. A processo pubblico anche Marcello Vasapollo, committente dei lavori con Cellino difeso da Massimo Melis e il direttore dei lavori Giacomo Manca di Villahermosa, che devono rispondere di violazioni urbanistiche e paesaggistiche. La difesa di Cellino ha ottenuto l’oblazione - vale a dire il pagamento di una somma - per estinguere la contravvenzione riferita all’inosservanza di un provvedimento dell’autorità: il 22 settembre 2012 incitò i tifosi del Cagliari a recarsi comunque allo stadio di Is Arenas dov’era in programma la partita contro la Roma malgrado il prefetto ne avesse ordinato la chiusura per ragioni di sicurezza. Cellino dovrà pagare 103 euro e la contravvenzione sparirà definitivamente dal capo d’imputazione.

La clamorosa inchiesta giudiziaria prese l’avvio nell’autunno del 2012, quando in Procura arrivò un esposto su presunte violazioni paesaggistiche commesse coi lavori di ristrutturazione del vecchio campo sportivo di Is Arenas per farne uno stadio da serie A. Una cimice installata negli uffici del comune di Quartu rivelò agli uomini del commissario Ugo Calledda, del nucleo investigativo del Corpo Forestale, che in municipio si lavorava per dirottare parte dei 750 mila euro dei fondi Pia Is Arenas-Serpeddì destinati a lavori pubblici nell’area di Is Arenas su alcune strutture dello stadio, che in base al contratto dovevano essere tutte a carico del Cagliari calcio. Saltò fuori un presunto accordo tra il sindaco Contini, l’assessore Lilliu, il dirigente Gessa con la regia di Cellino e la partecipazione di altri tecnici che per l’accusa portò a impiegare una parte della somma nella realizzazione della recinzione dello stadio e di una cabina elettrica. Gessa confessò nel corso di una serie di interrogatori di aver ceduto alle pressioni del sindaco, dell’assessore Lilliu e anche dello stesso Cellino, che sollecitava la partecipazione del Comune alle spese per la ristrutturazione dello stadio. Alla fine - stando alle accuse - vennero realizzate a spese pubbliche una cabina elettrica e parte della recinzione.

Nel febbraio 2013 finirono in carcere Contini, Lilliu e Cellino, che hanno sempre negato qualsiasi tentativo di utilizzare impropriamente denaro pubblico.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative