La Nuova Sardegna

Lirico, se ne va Loi Nuova nomina in arrivo dalla Regione

di Walter Porcedda
Lirico, se ne va Loi Nuova nomina in arrivo dalla Regione

CAGLIARI. Lirico, svolta in arrivo? Alessio Loi, membro del Consiglio d’Indirizzo in rappresentanza della Regione lascia. Di prima mattina ha inviato una lettera al presidente del Cdi, Mario Scano, e...

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CAGLIARI. Lirico, svolta in arrivo? Alessio Loi, membro del Consiglio d’Indirizzo in rappresentanza della Regione lascia. Di prima mattina ha inviato una lettera al presidente del Cdi, Mario Scano, e per conoscenza al presidente della Regione Francesco Pigliaru che a questo punto dovrà procedere a nominare il suo sostituto in seno alla Fondazione lirica.«Ho deciso di inviare le mie dimissioni – ha detto ieri il consigliere, che in passato aveva anche ricoperto il ruolo di direttore amministrativo del teatro – sull’onda di quanto è accaduto lo scorso 5 novembre nella riunione del Cdi (Francesco Boggio, rappresentante della Fondazione del Banco di Sardegna ha abbandonato la riunione in polemica con il presidente Mario Scano e Tore Cherchi, rappresentante Mibact). Decisione ovviamente anche obbligata in quanto uno dei candidati all’incarico di Soprintendente (cioè Mauro Meli ndr) aveva ricorso al giudice contro la mia nomina (e quella di Mario Marchetti, rappresentante del Comune ndr). Ero cioè incompatibile alla votazione sotto il profilo giuridico. Fatto rilevato subito di mia iniziativa, prima di procedere alla selezione delle candidature presentate alla Fondazione. A questo punto ho preferito rassegnare le dimissioni. Non volevo avere sulla mia coscienza il peso di un eventuale commissariamento del teatro. Adesso il presidente Pigliaru farà la sua scelta».

Nei fatti questa decisione sembrerebbe poter muovere le acque riconsegnando una possibile maggioranza all’organo di gestione del Lirico. Con l’incompatibilità di Marchetti e l’uscita (temporanea?) di Boggio dalla procedura non restavano molte scelte e, di conseguenza, lo spettro del commissariamento era davvero dietro l’angolo.

Ma basta la decisione di Loi a riportare il sereno? Rimangono forti dubbi. A cominciare dalla posizione del rappresentante della Fondazione del Banco di Sardegna che ha sbattuto la porta. «Scano e Cherchi – aveva dichiarato Boggio – hanno affermato che la mia posizione era illegittima se la Fondazione del Banco di Sardegna non aveva pagato». Per poi scoprire che solamente il giorno dopo la riunione del Cdi (venerdì scorso) era stato spedito dal Teatro alla Fondazione del Banco il decreto del Mibact che fissa la somma destinata dal Fus al teatro di Cagliari (8 milioni e 271 mila euro) e sulla cui base il socio privato dovrà ricavare la cifra per il 5 per cento di contributo. E’ inevitabile che su questo episodio occorrerà fare chiarezza per arrivare a un superamento di quelle tensioni, oggi forti, che rischiano di scaricarsi sul teatro stesso.

Altro problema, squisitamente politico, è infine la posizione del Comune. Cosa farà? Resterà alla finestra a guardare aspettando che venga deciso il futuro Soprintendente senza partecipare a pieno titolo? Oppure raccoglierà invece l’invito fatto giorni fa dal rappresentante del Mibact, Tore Cherchi («le istituzioni locali devono ripristinare la pienezza del consesso»), puntando su una presenza nelle scelte a pieno titolo?

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