No al trasferimento degli uffici del lavoro
CAGLIARI. Per poter garantire all’assessore regionale al lavoro un ufficio allestito al piano attico, dotato di parquet e col cavedio trasformato in giardinetto pensile la Regione ha rinunciato all’ip...
CAGLIARI. Per poter garantire all’assessore regionale al lavoro un ufficio allestito al piano attico, dotato di parquet e col cavedio trasformato in giardinetto pensile la Regione ha rinunciato all’ipotesi di rescissione del costoso contratto d’affitto con l’Immobiliare Europea dell’imprenditore-editore Sergio Zuncheddu impegnandosi a pagare il canone almeno fino al 31 dicembre del 2018. È quanto emerge da una dettagliatissima nota firmata dalle segreterie regionali di Cgil-Fp, Uil-Fp, Sadirs e Fedro dove l’ormai paradossale vicenda legata al trasferimento degli uffici del Lavoro viene riferita ancora una volta al governatore Francesco Pigliaru e agli assessori regionali, alla Corte dei Conti e al prefetto perché intervengano con una decisione ancorata al buon senso. Secondo le organizzazioni sindacali la Regione e la proprietà dell’edificio di via San Simone, dove verranno trasferiti gli uffici, avrebbero stabilito in un contratto che il costo della ristrutturazione dell’immobile e il lussuoso ufficio destinato all’assessore siano a carico dell’Immobiliare Europea in cambio dell’impegno a non lasciare l’edificio almeno sino alla fine del 2018. Il contratto scadrà comunque due anni più tardi, alla fine del 2020. Ma l’amministrazione pubblica avrebbe avuto comunque il diritto di rescinderlo in qualsiasi momento, mentre per via di quella clausola non potrà farlo. Per garantirsi tre anni di canone - circa tre milioni di euro in tutto - il proprietario garantirà le modifiche e gli interventi di ristrutturazione considerati necessari anche per il comfort dell’assessore. Peccato che - scrivono i sindacati - la Regione potrebbe facilmente risparmiare l’intero costo dell’affitto e spendere soltanto 430 mila euro per rifare gli impianti dell’attuale sede di via XXVIII febbraio, con grande soddisfazione dei dipendenti che altrimenti saranno costretti a lavorare in una sede lontana e - secondo i sindacati - insicura e inadatta come quella vicina allo stagno di Santa Gilla, oggi semivuota malgrado la Regione paghi ogni mese il canone. Un’opzione, quella del trasferimento, definita un anno e otto mesi fa ma non ancora realizzata, un po’ per le resistenze del personale e un po’ - sostengono le organizzazioni - perché non esiste alcuna necessità reale di allestire gli uffici altrove. Basterebbe - scrivono i sindacati, chiamando in causa in un’altra nota il Questore e il Prefetto - eseguire gli interventi di manutenzione a moduli, come avviene sempre negli uffici pubblici. Anzichè andare incontro a pesanti disagi e a una spesa che - secondo la nota - sarà alla fine di quasi dieci milioni di euro. I sindacati sottolineano infine un dettaglio significativo: il contratto con l’Immobiliare Europea è stato rinnovato il 3 marzo 2014 e soltanto dieci mesi dopo la Regione si è accorta che i locali di via San Simone avevano bisogno di un adeguamento strutturale. I sindacati si rivolgono al Questore e al Prefetto: «Basta un sopralluogo nella nuova sede - è scritto nella nota - per evitare una situazione ingestibile». Nel frattempo «occorre sospendere il trasferimento per evitare costi inutili». (m.l)
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