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protesta antimilitarista

Oggi i pacifisti assediano la Questura

Oggi i pacifisti assediano la Questura

CAGLIARI. Dal poligono di Teulada alla questura di Cagliari: la protesta antimilitarista cambia scenario e obbiettivo, per una volta al centro dell’attenzione non saranno le basi Nato ma il questore...

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CAGLIARI. Dal poligono di Teulada alla questura di Cagliari: la protesta antimilitarista cambia scenario e obbiettivo, per una volta al centro dell’attenzione non saranno le basi Nato ma il questore Vito Danilo Gagliardi, colpevole per le associazioni pacifiste e indipendentiste di aver inasprito il clima già pesante del corteo del 3 novembre negando l’autorizzazione a manifestare davanti alla base e con dodici fogli di via notificati ad altrettanti giovani che si apprestavano a parteciparvi. L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 17: stavolta Gagliardi ha concesso il benestare, ha cercato di stemperare la tensione con dichiarazioni pubbliche concilianti e stando alle voci potrebbe anche accettare di incontrare una delegazione delle associazioni, che intendono denunciare al dirigente della polizia di stato alcune «notizie di reato» inedite: «Suggeriremo al questore altre situazioni in contrasto con l’ordine pubblico – spiega Angelo Cremone, leader di Sardegna Pulita – situazioni che non vengono perseguite e che almeno in apparenza sfuggono al controllo delle forze dell’ordine». Evidente il significato provocatorio dell’iniziativa: i pacifisti intendono accusare il questore di aver usato la mano pesante sui giovani manifestanti - altri sedici sono stati denunciati dai carabinieri per l’invasione disarmata della base - e di non prestare la stessa attenzione e lo stesso rigore per altre situazioni. La protesta si svolgerà sotto lo stretto controllo della polizia, che questa volta non avrà neppure il problema di spostare gli agenti a chilometri di distanza: tutto accadrà sotto la sede di via Ámat e non è prevedibile una partecipazione di massa.

Il 3 novembre circa 800 manifestanti riuniti sotto le bandiere della pace e dell’indipendenza insieme al collettivo studentesco si sono riuniti al parcheggio di Porto Pino per protestare contro l’esercitazione Tridenti Juncture, che si è conclusa l’altro ieri. Fra strettissimi controlli di polizia, schieramenti di agenti e carabinieri in abbigliamento anti-sommossa e un breve scontro in cui sono stati usati scudi e manganelli, la protesta si è chiusa nel pomeriggio con un’invasione pacifica della base da parte di sedici giovani, più denunciati dai carabinieri. (m.l)

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