E le reti a pezzi aspettano il restyling
Accelerata negli appalti per rifare le condotte e limitare le perdite che sfiorano il 40 per cento
SASSARI. Fanno scorta di acqua minerale, perché la bava che viene giù dai rubinetti ha un colore sospetto che invita a girare al largo. Oppure – nei casi estremi – non scende neppure una goccia. In Sardegna si fa fatica a definire quella dell’acqua una “emergenza”, perché il problema è ricorrente e riguarda un po’ tutta l’isola. Poca acqua, spesso non limpida, anzi simile a fango. Di recente assente del tutto, a causa delle restrizioni che impongono la chiusura dei serbatoi nelle ore serali e notturne. L’allarme lanciato dalla Regione è categorico: le scorte dureranno pochissimo, al massimo tre mesi. In attesa della pioggia è necessario disporre una serie di interventi che consentano di centellinare al meglio le risorse disponibili. Ma nella situazione drammatica c’è un altro dato che fa riflettere: dell’acqua che viene immessa nelle reti, circa il 40 per cento si perde per strada. La colpa è della pessime condizioni delle condotte, vecchie, disseminate di perdite, in alcune realtà un autentico colabrodo. Non solo. Proprio a causa dei troppi anni sul groppone, le reti perdono pezzi, rilasciando nell’acqua metalli inquinanti come piombo, manganese e ferro: tra il 2014 e i primi nove mesi del 2015 ci sono state numerose ordinanze di non potabilità (vedi Sassari, Porto Torres e Siniscola) proprio perché i valori hanno superato i limiti di legge.
Per eliminare il problema delle condotte malconce, Abbanoa può contare su fondi per complessivi 600 milioni di euro, per i quali ha chiesto una procedura di snellimento burocratico: lo “sblocca cantieri” approvato dalla Regione nel settembre 2014. In realtà, per dotare l’isola di un sistema all’avanguardia, servirebbe una cifra decisamente superiore: 1,5 miliardi è quella stimata dall’Autorità per l’energia e il servizio idrico. Di recente l’ente gestore ha dato una accelerata con il pacchetto di finanziamenti “Cipe 62” che riguarda interventi di rilevanza strategica regionale. Il totale dei fondi che saranno utilizzati nella prima fase ammonta a 75 milioni, diversi gli appalti che dovranno partire entro la fine dell’anno: tra questi quelli per il rifacimento delle condotte a Sassari e in numerosi centri del Nord Ovest. La situazione generale impone di non perdere neppure un minuto. Per questo, con l’obiettivo di accelerare l’iter, la Regione ha nominato un commissario chiamato a gestire, come referente unico, la delicata fase degli appalti.
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