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Efficienza sanitaria, la Sardegna è all’ultimo posto in Italia

Efficienza sanitaria, la Sardegna è all’ultimo posto in Italia

Le classifiche della Fondazione Ambrosetti dicono comunque che lo stato di salute degli abitanti è superiore alla media nazionale

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CAGLIARI. Alla vigilia del giorno in cui, oggi a Cagliari, la Regione presenta l’atteso piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, la sanità sarda ha ricevuto un’altra bastonata e anche questa è pesante. È ultima, in Italia, per l’efficienza dell’offerta ai pazienti. A certificarlo è stato il dossier «Meridiano sanità», pubblicato come ogni anno dalla Fondazione Ambrosetti. L’indagine, molto dettagliata, mette prima a confronto gli standard dell’Italia con gli altri paesi europei, e ancora una volta il saldo è spesso negativo ed impietoso, per poi contrapporre i risultati ottenuti regione per regione nei tempi di ricovero, nell’esito degli interventi chirurgici e anche nell’appropriatezza delle cure. Sono quattro le categorie e quella da cui la Sardegna esce peggio, è all’ultimo posto, è proprio quella dell’efficienza del sistema sanitario. Se la media nazionale dei punti raccolti è 6,3, l’isola è da solo in coda con un misero 3,8. Il che vuole dire che nell’efficienza, base fondamentale nel monitoraggio della qualità, il divario con la penisola è quasi del doppio, con un distacco netto anche dal resto del Mezzogiorno, aggregato in fondo alla classifica. È inutile dire che al comando c’è il resto d’italia, con due regioni del Centro, l’Emilia Romagna e la Toscana, che si tolgono anche la soddisfazione di essere davanti alla Lombardia e al Piemonte. La Sardegna non ha miglior successo nelle altre tre graduatorie e riesce a difendersi appena (siamo o no l’isola dei centenari?) in quella sullo stato di salute dei suoi abitanti. La media nazionale è di 5 punti e mezzo, quella sarda sfiora i 6. Però ecco subito l’altra faccia della medaglia, quella negativa: nell’indagine sulla «capacità di risposta delle Regioni al fabbisogno dei cittadini», la Sardegna scivola ancora in zona retrocessione, con 4,5 punti, mentre la media nazionale è 5,7. A conquistare il primato è invece ancora l’Emilia Romagna con quasi 8 punti, al secondo la Lombardia, 7,e al terzo a pari merito sono l’Umbria e il Friuli Venezia Giulia, 6,9. L’ultima graduatoria proposta dalla Fondazione Ambrosetti è sulla «qualità delle risposte rispetto alle attese dei cittadini». Questa volta il distacco rispetto alla media delle altre regioni è di oltre mezzo punto: 5,6 contro 6.2. Certo, questa pagelle vanno sempre prese con il beneficio dell’inventario, ma quell’ultimo posto per «l’efficienza dimostrata» deve suonare come un campanello d’allarme e forse anche molto di più. Proprio questa mattina all Fiera, la Giunta ufficializzerà il piano di riordino dei posti letto nella sanità pubblica e privata, annunciato come «un primo passo decisivo per restituire standard di livello nazionale (nelle prestazioni e nella spesa) al sistema regionale». Sarà interessante ascoltare anche qual è l’ultima valutazione dell’Agenzia nazionale sulla qualità degli ospedali isolani.

Con a margine anche un altro allarme: il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ha detto che, secondo quanto scritto nella Legge di stabilità, gli ospedali in deficit saranno commissariati e sono molti in Sardegna a tremare.

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