I pacifisti: «Pigliaru sveglia, il questore deve andarsene»
CAGLIARI. Un’ottantina di manifestanti davanti alla Questura, per consegnare al dirigente Danilo Gagliardi un foglio di via virtuale, la sanzione simbolica che i pacifisti gli hanno inflitto dopo i...
CAGLIARI. Un’ottantina di manifestanti davanti alla Questura, per consegnare al dirigente Danilo Gagliardi un foglio di via virtuale, la sanzione simbolica che i pacifisti gli hanno inflitto dopo i provvedimenti destinati dalla polizia di stato a dodici giovani che volevano protestare davanti alla base di Teulada. C’erano i leader delle associazioni e degli indipendentisti, Angelo Cremone, Marco Mameli, Bustianu Cumpostu. Poi Claudia Zuncheddu e altri volti noti dell’area antimilitarista sarda, decisi a tributare solidarietà ai giovani denunciati e a chiedere al questore di andarsene. Slogan, interventi al megafono, le testimonianze di alcuni studenti colpiti dai provvedimenti restrittivi. Con un «pizzino» vocale rivolto al governatore Francesco Pigliaru e ai consiglieri regionali: «Com’è possibile che tacciano ancora? - si è chiesta Claudia Zuncheddu - com’è possibile che la politica resti inerme davanti a quanto sta accadendo?». Al centro della protesta l’attività militare e il tentativo - secondo la lettura dei manifestanti - di fermare la protesta per i giochi di guerra come Trident Juncture, appena concluso a Teulada. «La legge dev’essere applicata ma ci preoccupa quando si abusa della legge - ha detto Cremone - i fogli di via andrebbero notificati ad altre persone, a chi si prostituisce per le nostre strade ormai in degrado». Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione: «Quei fogli di via non possono essere accettati, sono stati dati a cittadini di questo popolo - ha evidenziato - i nostri ragazzi non sono delinquenti». Dal canto loro i sindacati di polizia manifestano solidarietà ai colleghi: «La polizia cagliaritana - si legge in una nota - ha agito nell’alveo del rispetto dei principii costituzionali, garantendo la tutela dei diritti di libertà sanciti nella carta costituzionale per tutti i cittadini. Manifestare contro un’istituzione democratica come la polizia è un atto provocatorio e disdicevole che non può trovare cittadinanza nella nostra società». (m.l)
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