Paci: il governo rispetti l’accordo
L’assessore sulla Vertenza entrate: «Vogliamo chiuderla una volta per tutte»
CAGLIARI. Il patto sul pareggio di bilancio non è inviolabile e sulla Vertenza entrate ci sono diverse partite aperte. È un assessore al Bilancio battagliero forse come non mai quello che ha preso la parola nella giornata conclusiva del corso di aggiornamento per i funzionari del Consiglio regionale. Raffaele Paci è stato deciso nel dire che con l’accordo firmato un anno fa «abbiamo ottenuto molto ma non tutto». Detto che la Sardegna si è liberata dai vincoli del Patto di stabilità, potrà spendere quasi un miliardo in più rispetto al passato, e che col bilancio armonizzato ha intrapreso la strada della piena trasparenza, l’assessore però ha aggiunto: «Se il governo, come abbiamo chiesto, non dovesse consentirci di sforare almeno del 2 o del 3 per cento o comunque dovesse negarci la possibilità di ripianare il disavanzo nel biennio successivo, è vero che potrebbe punirci con delle sanzioni». Bene, se tutto questo dovesse accadere – ha detto Paci – «siamo pronti a ricorrere, a impugnarle, perché questa reazione sarebbe comunque fuori dagli accordi del 2014 e tra l’altro non terrebbe conto che, col pareggio di pareggio, la variabilità delle compartecipazioni che oggi lo Stato ci gira è davvero aleatoria e rischiosa. Prima potevano fare delle previsioni e correggerle in corsa, ora non più. È anche per questo vogliamo chiudere una volta per tutte la Vertenza entrate». Nello stesso convegno, il sospetto che lo Stato non sia leale verso la Sardegna è stato sollevato da Franco Sabatini (Pd) presidente della commissione Bilancio: «Non possiamo più navigare a vista», ha detto. Paolo Truzzu (Fdi) ha rilanciato: «Bisognerebbe essere più incisivi», e Attilio Dedoni (Riformatori) ha sottolineato: «Nella maggioranza non sono d’accordo neanche sui conti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
