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Ganau: «Ora andrà avanti il confronto con la gente»

Ganau: «Ora andrà avanti il confronto con la gente»

CAGLIARI. La conferenza non prevedeva il dibattito, perché «vogliamo confrontarci, e lo abbiamo già fatto e continueremo, fra la gente», ha detto l’assessore Luigi Arru. Nel programma, per ora solo...

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CAGLIARI. La conferenza non prevedeva il dibattito, perché «vogliamo confrontarci, e lo abbiamo già fatto e continueremo, fra la gente», ha detto l’assessore Luigi Arru. Nel programma, per ora solo interventi blindati in questo lungo percorso «dove l’ultima parola spetterà, com’è ovvio che sia, al Consiglio regionale», è stata un altro passaggio dell’assessore. Il primo a prendere la parola è stato proprio il presidente dell’Assemblea Gianfranco Ganau. «La riforma degli ospedali oggi più che mai è una necessità con la spesa schizzata troppo in avanti, capace com’è di divorare oltre la metà del nostro bilancio. Siamo di fronte a un’emergenza e oggi discutiamo della proposta che c’è stata presentata, come doveva essere, dalla Giunta. È un Piano non ancora perfetto, spetterà al Consiglio renderlo il più vicino possibile agli standard pretesi a ragione dai sardi». Sempre Ganau è stato il primo a far virare l’ordine del giorno sul secondo argomento spinoso, quello su una possibile Asl unica al posto delle attuali 11. «Non è il momento d’inseguire questo o quel numero - ha detto – ma la riduzione drastica potrebbe essere una scelta d’emergenza per far fronte alla drammatica situazione dei conti e mettere così finalmente sotto controllo un sistema ormai a ruota libera». Il progetto, ancora tutto da definire di una sola Asl, non è piaciuto da subito al presidente della commissione Sanità del Consiglio: «Non è questa – ha detto Raimondo Perra (Psi) la soluzione giusta, io sono per mantenere l’esistente». Poi ha lanciato una provocazione: «Vogliamo accentrare tutto? Allora facciamolo anche con gli ospedali universitari di Sassari e Cagliari». Che vivranno due storie diverse: il primo sarà in testa alla piramide sanitaria, «Siamo pronti a raccogliere la sfida», ha detto il rettore Massimo Carpinelli, mentre l’altra sarà un gradino più in basso. «Non è accettabile – ha detto il rettore Maria Del Zompo – Abbiamo delle eccellenze e da sempre in carico il dovere di formare i futuri medici. Sono due prerogative che ci devono essere riconosciute». Per Piersandro Scano, presidente dell’Anci, «il coinvolgimento dei sindaci nella riforma, che per lui poteva essere presentata prima, e nella gestione del’assistenza socio-sanitaria dovrà essere totale». L’opposizione in Consiglio non era stata invitata a parlare, ma si è fatta sentire lo stesso. Ugo Cappellacci (Fi) ha detto: «È solo una finta riforma, siamo alla camera mortuaria». Paolo Truzzu (Fdi): «Sarà purtroppo una cura molto peggiore del male per le casse della Regione». (ua)

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