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Il pm Paolo De Angelis: serve una rete anticorruzione

CAGLIARI. La corruzione costa all’Italia 60 milioni di euro all’anno, in Europa la cifra sale al doppio, e il fenomeno incide in termini di Pil oltre 10 milioni di euro e in produttività oltre il 6%....

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CAGLIARI. La corruzione costa all’Italia 60 milioni di euro all’anno, in Europa la cifra sale al doppio, e il fenomeno incide in termini di Pil oltre 10 milioni di euro e in produttività oltre il 6%. Le cifre sono state ricordate nella tavola rotonda «Corruzione, illegalità e appalti» organizzata a Cagliari da Anci e Ancitel Sardegna, per presentare la quarta edizione del master in contrattualistica pubblica. «Il fenomeno della corruzione non nasce nella pubblica amministrazione ma nelle imprese. Il controllo dei bilanci è un passaggio fondamentale per controllare il nero, principale veicolo del fenomeno, anche se questa soluzione non va giù agli imprenditori», ha spiegato Paolo de Angelis, magistrato della Procura di Cagliari, componente del comitato scientifico del master. «Serve una rete di anti riciclaggio efficace ma sono soprattutto le imprese a dover allontanare gli imprenditori che si macchiano di episodi di corruzione». Per Ivana Falco direttore scientifico del master, sono «la burocrazia, l’ipertrofia di norme, le regole scritte male, ma soprattutto le deroghe che aprono spazi di illegalità nelle procedure degli appalti pubblici» a contribuire alla proliferazione di episodi di corruzione.

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