La Glencore è pronta a fermare gli impianti
Portovesme srl, stop alla super interrompibilità il 31 dicembre: l’ad Lolliri scrive ai sindacati
PORTOVESME. La Portovesme srl è pronta a fermare gli impianti entro l'anno se non arriverà la certezza della proroga sul regime energetico della super interrompibilità. Lo ha affermato l'amministratore unico dell'azienda, Carlo Lolliri, in una lettera indirizzata alle organizzazioni sindacali e a Confindustria.
Lo strumento che consente tariffe energetiche agevolate per la fabbrica di piombo e zinco, scadrà il prossimo 31 dicembre. La super interrompibilità è un servizio offerto da Terna che, tramite la propria rete di telecontrollo, interviene sugli interruttori presenti in alcuni siti industriali i cui titolari acconsentono di subire un'interruzione della fornitura di energia elettrica, ma ricevono per questo una remunerazione. Il regime è consentito in virtù di un pronunciamento della Commissione Europea. «Le rassicurazioni fornite nel tempo alla Portovesme srl, su un sistema di approvvigionamento energetico che avrebbe dovuto garantire la potenzialità concorrenziale dell'azienda sui mercati di riferimento - scrive Lolliri nella lettera – appare ancora in alto mare e a questo punto sembra sempre più probabile che la Glencore, titolare dello stabilimento di Portovesme, disillusa dalle promesse non ancora mantenute – precisa l'amministratore – possa provvedere alla fermata degli impianti entro l'anno corrente».
Il problema si aggiunge alla più recente richiesta da parte di Terna della revoca del regime di essenzialità per tre centrali su quattro della Sardegna, compresa quella di Portovesme. «Appare evidente – spiega Carlo Lolliri su questo punto – che la situazione si stia decisamente aggravando e che ora più di prima occorra mettere in atto tutte le strategie necessarie per risolvere una problematica che da decenni sta affossando il territorio produttivo sardo».
«Siamo dinanzi a una mazzata senza precedenti - dice il deputato di Unidos Mauro Pili presentando un'urgente interrogazione al governo - Un disastro ulteriore che si somma a quella che ha già duramente colpito il Sulcis con la chiusura di Alcoa tre anni fa».
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