Landini benedice Coalizione sociale
Il segretario della Fiom Cgil oggi e domani a Cagliari al battesimo del movimento
CAGLIARI. Al battesimo di sabato ci sarà anche lui: Maurizio Landini, il segretario della Fiom-Cgil. Arriverà oggi, a Cagliari, per partecipare a un’assemblea con i metalmeccanici, poi l’indomani (ore 9.30, sala Berlinguer, in via Emilia, ex sede del Pd) parteciperà alla fondazione in Sardegna di «Coalizione sociale», il suo movimento. «Sta per nascere una cosa nuova – ha detto Franco Uda dell’Arci, uno dei promotori – che non vuole essere un partito, ma diventare un punto di aggregazione e confronto. Vogliamo riportare la politica fuori dalle stanze delle segreteria, in mezzo alla gente e riavvicinare chi ci governa ad avere a che fare con i problemi reali». Chiaro il riferimento a Matteo Renzi, che – secondo Cs – «avrà presto problemi seri con l’elettorato di sinistra. Ha voltato – sottolineano – la faccia e spostato il baricentro del Pd a destra, pensa solo a farsi amico di quelli che hanno un reddito alto, ma non ha capito che prima o poi da quei moderati sarà scaricato com’è accaduto a Berlusconi». Dove da qui alle elezioni si posizionerà la Coalizione resta un mistero e forse rimarrà tale fino all’ultimo: «Di sicuro non staremo con il centrodestra – ha ribadito Mariano Carboni della Fiom – per il resto anche se in questi giorni sono nati altri partiti alla sinistra del Pd, (il riferimento è a Sinistra Italiana) vogliamo solo occuparci di nuovo dell’interesse generale che ormai sembra essere invece un impiccio per grande parte della politica». E nel lanciare uno sguardo fra le mura di casa Marco Ligas portavoce de «Il Manifesto Sardo» è stato chiaro nel dire: «Il nostro obiettivo è che i cittadini ritornino a essere coinvolti nelle decisioni importanti. Pensiamo alla legge elettorale regionale, l’abbiamo subita, se la sono approvata, e guardate il pasticcio che è venuto fuori». Per Francesco Uda dell’Unione studenti è «arrivato il momento di riportare i giovani nei dibattiti, al confronto sulle idee e i progetti decisivi per il nostro futuro. Per farlo dovrebbe darci una mano la scuola, ma purtroppo Renzi ha distrutto anche quella».
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