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Treni veloci, si parte il 13 dicembre: Sassari-Cagliari in 2 ore e mezza

Uno dei nuovi treni veloci nella stazione di Cagliari
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Uno dei nuovi treni veloci nella stazione di Cagliari

Il pendolino potrà toccare i 150 chilometri all'ora e risparmierà 20 minuti rispetto ai tempi di percorrenza attuali. Con le migliorie alla rete ferroviaria sarda la velocità massima salirà a 180 all'ora

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CAGLIARI. Le prenotazioni sono aperte: domenica 13 dicembre partirà da Cagliari la prima corsa del treno veloce, il «pendolino», per Sassari. Non è più solo un annuncio: giovedì, in tarda serata, è arrivato il via libera dall’Agenzia nazionale per la sicurezza nazionale, che fino a pochi giorni fa ha collaudato le motrici sui binari regionali ed emesso l’attesa sentenza: «Sono compatibili».

Conto alla rovescia. Fra poco meno di un mese quel giorno sarà davvero storico: il tempo di percorrenza sulla Cagliari-Sassari scenderà a 2 ore e mezza, con un risparmio secco di 20 minuti. Potrebbe aumentare ancora, il risparmio, se dopo la stazione di San Gavino, è l’ultima coperta dal «doppio binario», non ci fosse l’incubo del vecchio e malandato binario unico. È per questo «handicap strutturale» che l’Agenzia ha autorizzato per i «pendolini» la velocità massima di 150 chilometri all’ora, sono 30 in meno del potenziale (180). Il che vuol dire: col massimo della velocità, la corsa durerebbe un’altra mezz’ora in meno, se non scendere addirittura sotto le due ore.

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Nei prossimi giorni, saranno trasferiti anche gli ultimi due degli otto «pendolini» Atr 365, cinque sono già nell’isola, costruiti dalla spagnola Caf e acquistati nel 2010 dalla Regione e pagati 80 milioni. Resta il problema della rete: è abbandonata da anni e oggi non ha neanche il sistema di controllo e sicurezza «marcia-treno», necessario per far viaggiare i «pendolini» al massimo della velocità. A suo tempo la Regione, epoca Soru, aveva stanziato 130 milioni per la nuova rete ferroviaria, poi dirottato dalla giunta Cappellacci per costruzione della strada Sassari-Olbia. «Non sono mai ritornati indietro – è la denuncia dell’attuale governo di centrosinistra – ma con il Dossier sardegna abbiamo sollecitato il governo Renzi perché, in un modo o nell’altro, intervenga con finanziamenti importanti sulle ferrovie in Sardegna». La risposta da Roma, sostengono alla Regione, dovrebbe arrivare presto.

La soddisfazione. «Un altro passo importante per garantire ai sardi una migliore mobilità interna lo abbiamo fatto», è stato il commento del presidente della Regione Francesco Pigliaru. Ora bisogna pensare alla rete: «Abbiamo trovato altri 20 milioni di euro, da sommare ai 50 stanziati dalle Ferrovie: serviranno a completare buona parte dei lavori e i tempi del tragitto scenderanno sotto le due ore». La programmazione delle corse spetterà, secondo la convenzione con Trenitalia (la firma dovrebbe essere prossima) e Pigliaru ha detto: «Orari e fermate intermedie terranno conto delle esigenze di territori sinora trascurati».

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È stato di grande soddisfazione anche il commento dell’assessore ai Trasporti Massimo Deiana: « «Abbiamo raggiunto un traguardo molto importante, grazie all'impegno costante della Giunta, che da subito ha affrontato con determinazione la partita dei treni veloci». Per aggiungere subito dopo: «Se non avessimo insistito perché tutte le procedure di collaudo necessarie fossero attivate e le prove fossero effettuate in Sardegna, i tempi di avvio si sarebbero dilatati ancora e probabilmente quei treni sarebbero rimasti ancora fermi in qualche deposito della Penisola o in Spagna».

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