L’Accademia “Sironi” Arte e tecnologie
Francesco Pigliaru ha inaugurato ieri i nuovi laboratori
SASSARI. È vero che i soldi non bastano mai e che, quasi sempre, non tengono il passo con le idee. A volte, però, si riesce ad utilizzare bene le risorse a disposizione. È quello che ha fatto l’Accademia di Belle Arti di Sassari che il suo gruzzolo l’ha speso per tenersi al passo coi tempi, realizzando un progetto disegnato quattro anni fa. I 200 mila euro messi a disposizione dal Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), gli altrettanti stanziati dalla Regione Sardegna e i 50 mila aggiunti dalla Fondazione Banco di Sardegna sono serviti a realizzare i nuovi laboratori di montaggio audiovisivo, cinema di animazione e grafica digitale. Gli spazi sono stati inaugurati ieri dal direttore Antonio Bisaccia e dal presidente Simonetta Sanna, alla presenza del sindaco di Sassari Nicola Sanna e del Presidente della Regione Francesco Pigliaru.
Le nuove aule sono ospitate nel seminterrato dell’Accademia e attrezzate con postazioni video, set in miniatura per animazioni in stop motion, una sala editing e una biblioteca. Qui gli studenti potranno sperimentare tecnologie sempre più sofisticate, riassumibili in una formula che unisce tradizione e innovazione: «creatività + digitale». Un binomio che dovrebbe proiettare l’Accademia «Sironi», e Sassari e la Sardegna, in una dimensione di competitività a livello nazionale e internazionale. Del resto i segnali positivi non mancano: «Negli ultimi cinque anni le iscrizioni sono aumentate del 20-25 per cento l’anno, in controtendenza con quanto avviene nella formazione terziaria» ha sottolineato il direttore Bisaccia. L’unica Accademia sarda, insomma, riscuote un grande consenso tra i giovani di tutta l’isola, e questo nonostante la sua età relativamente giovane (è stata aperta nel 1989) rispetto a sorelle ben più cariche d’anni.
L’istituto diretto da Antonio Bisaccia è guardato con interesse sempre crescente, come una ricchezza e una risorsa per il territorio, anche dalle istituzioni. L’Accademia ha infatti ottenuto dal Comune di Sassari l’uso degli spazi dell’ex-mattatoio, che dovrebbero essere aperti nel 2016. La struttura, spiega il direttore Bisaccia, «ospiterà un corso quinquennale in Restauro per i materiali lapidei e derivati e per le superfici decorate dell’architettura, che abiliterà alla professione di restauratore». Si tratta di una novità importante, visto che «in Italia solo altre cinque Accademie hanno superato il giudizio di Miure Mibact». Anche la Provincia di Sassari ha mostrato il suo gradimento al lavoro fin qui svolto concedendo il «Masedu» in comodato d’uso per vent’anni. Nato nel 1999 come museo dell’arte contemporanea, d’ora in poi il «Mas.Edu» (ribattezzato così per sottolinearne la vocazione didattica) sarà un luogo di ricerca artistica e produzione. Ma non finisce qui: a breve anche Nuoro graviterà nell’orbita dell’Accademia, diventando la sede di un biennio di secondo livello in «Cinematografia e Fotografia documentaria».
Tra tante soddisfazioni, una bella grossa – soprattutto per l’entità dei fondi in arrivo – la concede anche la Regione per bocca del Presidente Francesco Pigliaru. «A breve – ha promesso rivolgendosi al direttore e al presidente dell’Accademia – sarete convocati a Cagliari per stipulare una convenzione che metta in sicurezza i 4 milioni e 80 mila euro stanziati dallo Stato e destinati dalla Regione a rendere ancora più funzionale questo posto è una delle eccellenze non solo di Sassari e del suo territorio, ma di tutta la Sardegna. È uno degli elementi che dimostra che il ruolo di Sassari e del Nord-Ovest è importantissimo per lo sviluppo di tutta l’isola. Noi siamo pronti a rinforzare quanto già c’è e a trovare dei nuovi investimenti per dare, a questo territorio, un ruolo molto importante nello sviluppo proprio e della Sardegna nel suo complesso».
Insomma i soldi ci sono, adesso si tratta di «andare avanti e proporre altri progetti validi e interessanti per spenderli bene». Francesco Pigliaru ha poi voluto rassicurare sul fatto che in Regione continua la battaglia perché il governo garantisca certezze e prezzi ragionevoli sulla continuità territoriale e ha annunciato che «finalmente dopo 8 anni è arrivato l’ok sui collaudi dei treni ad alta velocità che da dicembre dovrebbero collegare Cagliari e Sassari e permettere anche agli studenti fuori sede di frequentare l’accademia». «Certo – ha aggiunto – due ore e mezzo per percorrere 100 chilometri non sono pochi, ma abbiamo 100 milioni da spendere per sistemare la rete ferroviaria e ridurre i tempi di percorrenza».
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