L’isola riparte dalle sue eccellenze
Consegnati i riconoscimenti a dieci aziende. Uno speciale è andato alla filiera del grano duro coltivato e trasformato
CAGLIARI. “Promuovere l’eccellenza per sostenere la crescita” è il lungo titolo del premio Banca Intesa San Paolo ideato nel 2012, anno orribile per l’economia italiana e sarda, con lo scopo di raccontare delle aziende che, nonostante le indagini economiche con percentuali e istogrammi tutti negativi, in Sardegna avevano i requisiti dell’eccellenza.
Ieri a Cagliari nell’aula magna del rettorato sono stati conferiti i premi dell’edizione 2015, con una novità. Oltre a dieci imprese sarde scelte in una rosa di trenta, il comitato scientifico di cui facevano parte anche i direttori dei quotidiani La Nuova Sardegna, Andrea Filippi, e L’Unione Sarda, Anthony Muroni, hanno premiato una rete di imprese, la “Filiera del grano duro coltivato e trasformato in Sardegna”, l’unica filiera costituita nell’isola, che si aggiunge alle appena 250 nate negli ultimi anni nel resto d’Italia. Al concetto di filiera Banca Intesa ha dedicato una linea di credito che potrebbe dare una robusta mano per risolvere un problema storico delle imprese sarde: la piccola dimensione. Così Stefano Barrese responsabile del marketing: «Con il contratto di filiera facciamo sì che l’insieme delle imprese partecipanti sia un tutt’uno sul quale viene trasferito il merito di credito dell’azienda a capo della rete. La capo-impresa ci indica i fornitori in filiera, noi creiamo un plafond creditizio col quale questi possono essere pagati rapidamente perché la banca anticipa i soldi». Il contratto di filiera esordisce in questi mesi, «sarà senz’altro uno degli strumenti che aiuteranno a creare quel saper stare insieme che tante volte è mancato», spiega Pierluigi Monceri direttore regionale, fra gli ideatori di un premio pensato come un piccolo talismano per la sfiduciata economia sarda: in tre anni sono saltate fuori 40 aziende con i requisiti dell’eccellenza «e crediamo che l’isola abbia straordinarie potenzialità che in passato stentava a far emergere, la risposta alla domanda che fare per la Sardegna è anche qui, nell’innovazione in settori tradizionali».
Gregorio De Felice, responsabile dell’ufficio studi di Banca Intesa, ha tratteggiato uno scenario internazionale e domestico che, sulla scia dei cauti spiragli concessi da Bankitalia, deve convincere sulla faticosa ripresa economica in corso. Addirittura l’Italia col suo recente bagaglio di riforme avrebbe credenziali superiori a Spagna e Francia per far valere le clausole dei trattati e quindi, per esempio, innalzare seppur di poco il punto di deficit pubblico ammesso dall’Ue.
Maria Del Zompo, rettore dell’università e componente del comitato scientifico del premio ha portato un contributo al quadro di cauta fiducia in una ripresa vera: «Quest’anno per la prima volta è più alto il numero delle immatricolazioni». (a.s.)
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