La Nuova Sardegna

Trivelle nelle acque dell’isola, progetto bocciato dal Ministero

di Roberto Petretto
Trivelle nelle acque dell’isola, progetto bocciato dal Ministero

Un decreto del dicastero dell’Ambiente respinge la richiesta presentata dalla Schlumberger Italiana «La ricerca di idrocarburi avrebbe impatti negativi sull’area protetta del Santuario dei mammiferi»

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ORISTANO. La battaglia è vinta? Chi combatte contro i progetti di ricerca e possibile trivellazione a caccia di idrocarburi nel Mediterraneo forse farà bene e a non allentare la presa, ma di certo la decisione presa dal ministero dell'Ambiente mette la parola fine su almeno uno di questi piani. Quello della Schlumberger Italiana, infatti, da giovedì porta un marchio che lo dovrebbe destinare agli archivi: “Giudizio negativo di sostenibilità ambientale”.

Il decreto del ministero è relativo al "progetto di un'indagine geosismica 2D nell'area del permesso di prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare denominato "d1E.P-.SC" presentato dalla società Schlumberger Italiana.

La decisione del ministero dell'Ambiente, adottata “di concerto” con il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, è la naturale conseguenza del parere espresso a febbraio dalla Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale che aveva dovuto esaminare le controdeduzioni della Schlumberger a un primo parere negativo. Controdeduzioni che si basavano, soprattutto, sull'istanza di riperimetrazione della zona di mare oggetto dell'attenzione della società, che teneva conto dei motivi della prima bocciatura. Le modifiche al progetto presentate dalla Schlumberger, però, non erano bastate: a febbraio la Commissione tecnica aveva ritenuto “di non dover modificare un parere del novembre 2014 in quanto le osservazioni si di natura giuridica che tecnica presentate non apportano elementi tali da mutarne le valutazioni contenute”.

Di fronte a una lunga serie di pareri negativi, quindi, al ministero è rimasto un compito facile e, in qualche modo, obbligato: esprimere il giudizio negativo di compatibilità ambientale.

Quali sono i motivi del “no”? La zona che la Schlumberger avrebbe voluto sottoporre a indagine geosismica 2D (attraverso l'uso del contestato sistema dell'Airgun, uno strumento che produce onde elastiche attraverso un meccanismo di rilascio istantaneo di aria compressa) «è prossima - così motivava la direzione regionale per le Valutazioni ambientali nell'agosto del 2014 - al “santuario dei mammiferi marini”, area da annoverarsi fra le aree speciali protette di importanza mediterranea, in attuazione della Convenzione di Barcellona per la protezione del Mar mediterraneo. Il “Santuario” può a pieno titolo rientrare tra le aree marine protette che determinano una fascia di rispetto di 12 miglia inibite alle attività oggetto dell'istanza». A nulla è valso il tentativo della società di modificare il perimetro dell'area di interesse: «L'eventuale riperimetrazione - secondo la Commissione -non risolverebbe i problemi di possibili interferenze e impatti ambientali sui mammiferi marini che transitano o sono presenti nell'area in concessione e la cui presenza si ritiene strettamente connessa all'area dei Santuari». Attenzione però a considerare conclusa la battaglia contro l'Airgun e le trivelle: è attualmente in fase di istruttoria alla Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale un secondo progetto che, per quanto riguarda la zona di mare interessata, ricalca quello della Schlumberger: Il progetto è quello della Tgs-Nopec, denominato "d 2 E.P-.TG".

Anche se, considerate le similitudini con quello della Schluberger, è ragionevole pensare che anche la sua sorte sarà simile e che, alla fine del procedimento, arriverà un altro parere negativo.

@Petretto

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