Continuità, Soru ringrazia Renzi: bene i 30 milioni
Il segretario del Pd interviene sullo stanziamento dei fondi Attacco a Cappellacci: «Colpa sua se i sardi pagano di più»
SASSARI. L’annuncio di Palazzo Chigi ha scatenato la corsa al tweet, al post su Facebook. Ognuno ha voluto dire la sua sui 30 milioni di euro stanziati dal governo per la continuità territoriale. Nessuno in casa Pd ha voluto rinunciare a esprimere gratitudine pubblica a Renzi per il sostanzioso contributo economico che servirà a modellare il nuovo sistema di collegamento aereo tra la Sardegna e la penisola. Da Pigliaru a Deiana, dai parlamentari ai consiglieri regionali, più o meno tutti in casa dem sono intervenuti per benedire la decisione del governo. Tutti tranne uno, Renato Soru, che ha aspettato 24 ore per promuovere il lavoro sinergico di governo e Regione, per pronunciarsi su un tema che lui conosce benissimo, visto che la prima continuità territoriale fu varata nel 2007, quando lui era il governatore. Ed è proprio da lì, da quell’accordo siglato con il governo Prodi, che il segretario regionale del Pd è voluto ripartire per commentare i 30 milioni di euro in arrivo da Roma.
«Quell’accordo – racconta Soru – garantiva la piena copertura del costo dei trasporti isolani: quell’accordo, è bene ricordarlo, fruttò 400 milioni nel 2007, altrettanti nel 2008 e nel 2009. Nel 2010, quando l’accordo sarebbe dovuto entrare a pieno regime, la Sardegna non ottenne il dovuto trasferimento di un miliardo e 100 milioni solo ed esclusivamente a causa dell’inerzia dell’allora presidente Cappellacci, troppo preoccupato di non dispiacere al suo mentore Berlusconi. Chi allora rinunciò a un diritto acquisito così importante, che avrebbe cambiato la storia della Sardegna e dei sardi, oggi farebbe bene a tacere per decenza».
Anche sulla continuità si rinnova lo scontro tra i due ex governatori. Ad accendere la miccia era stato due giorni fa Ugo Cappellacci, che nel commentare lo stanziamento dei 30 milioni, aveva parlato di «un piccolissimo acconto» che a poco serve visto che «la continuità costa più del doppio, perché a causa dello sciagurato accordo Prodi-Soru-Pigliaru del 2006, viene pagata dalla Sardegna, mentre prima era a carico dello Stato. Se la nostra isola fa parte del territorio nazionale è giusto che sia lo Stato a sostenere i costi del nostro diritto alla mobilità».
«Farebbe bene a non parlare chi negli anni del suo governo con la politica della tariffa unica ha commesso un errore clamoroso regalando i biglietti ai non residenti e facendone pagare il conto ai sardi – è la replica di Soru –. Cappellacci ha speso 50 milioni per una continuità con Roma e Milano che prima non costava nulla. È stato questo a rendere insostenibili i costi della continuità. Bene stanno facendo ora governo e giunta, che, pur nelle difficoltà, cercano di recuperare il passato aiutando la continuità».
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