La Nuova Sardegna

Gristolu: notte di terrore senza notizie dagli amici

di Valeria Gianoglio
 Gristolu: notte di terrore senza notizie dagli amici

Il parigino da anni residente in Sardegna ha seguito minuto per minuto la strage: «Sono i luoghi della mia gioventù, al Bataclan ho seguito decine di concerti»

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NUORO. «Ho visto le immagini in diretta. Ero seduto a casa, qui a S’ena e Sa chitta, con il cane e il gatto vicini, e come faccio spesso guardo France 24. È stata una scena terribile: quelli, sono i luoghi della mia giovinezza. Abitavo al Marais, al Bataclan e nella sua sala angusta ci ho ascoltato tanti concerti, lì ci abitano ancora tanti miei amici. Con uno, Jean Ives, sono stato in contatto fino a poco fa, per tutta la notte ha cercato la figlia Jeanne, poi per fortuna l’ha trovata e sta bene». Parigino e lo dice con orgoglio, giornalista e docente universitario di francese, in Sardegna da 36 anni, cittadino italiano dal 14 luglio – una data mica da niente, per lui, visto che è quella della presa della Bastiglia – dopo una cerimonia solenne al municipio di Siniscola, e una ricca esperienza da amministratore comunale a Gavoi, dove per diversi anni è stato assessore alla Cultura, Christophe Gerard Thibaudeau, tra Nuoro, provincia e non solo, è una presenza costante, conosciuta, stimata e stimolante del dibattito culturale e sociale. “Gristolu”, come lo chiamano e lo conoscono tutti, ancora una volta, dopo la strage di Charlie Hebdo, si è ritrovato a fare i conti con il terrore, con i ricordi della sua Parigi, con le immagini di morte, spari, con le urla di dolore e con gli scomparsi. «Terribile – racconta dopo una notte trascorsa senza sonno e senza sogni – è stato terribile, ho visto quasi in diretta, attraverso la tv, ciò che è successo nel cuore della città, e il mio primo pensiero è andato verso tutti i miei amici che ancora sono lì. Così ho chiamato chi ho potuto, ho cercato di contattare tutti. La situazione, sino a poco fa, è stata molto difficile per il mio amico Jean Ives, giornalista. L’ho sentito a poche ore dalla strage e stava cercando la figlia Jeanne. Non ne aveva notizie. Siamo rimasti in contatto fino a questa mattina e poco fa l’ho sentito e mi ha detto che per fortuna è riuscito a contattarla e sta bene. Abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo». Ma è scosso, Gristolu, e non lo nasconde. Come già aveva fatto dopo l’assalto a Charlie Hebdo, il suo profilo Facebook, ieri, per tutto il giorno, diventa il punto di incontro e di dibattito dei tantissimi sardi preoccupati per le sorti dei vicini d’Oltralpe. «Mi hanno chiamato molti amici che vivono in Sardegna – spiega Gristolu – e tanti altri mi hanno scritto per dirmi che mi stanno vicino. Perché è stato un inferno, un vero inferno. E quando succedono cose del genere, mi viene sempre la voglia, l’istinto immediato, di partire e andare dai miei concittadini. So che non posso, però, e per diverse ragioni. Per questo mi sento impotente». Eppure, scrive sulla sua pagina Facebook, «bisogna riprendere a ragionare con freddezza. Non ad amalgami ignoranti contro i musulmani e l’Islam!». E ancora: «Dobbiamo sanare le fratture ideologiche in Francia, sarà difficile ma deve essere un impegno prioritario. Nessuno riuscirà ad impedirci a vivere tutti assieme con le nostre differenze. Vive la France!».

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