Il tenore: il caos a pochi passi, sentivo le esplosioni
SASSARI. Ha dormito un’ora e il risveglio è stato triste come non mai da quando vive in terra francese. Luca Sannai, 43 anni di Porto Torres, da quattro tenore del coro dell’Opéra National de Paris,...
SASSARI. Ha dormito un’ora e il risveglio è stato triste come non mai da quando vive in terra francese. Luca Sannai, 43 anni di Porto Torres, da quattro tenore del coro dell’Opéra National de Paris, cerca di analizzare l’accaduto. «Ci provo – racconta – ma è impossibile, troppi pensieri si rincorrono. Provo a capire perché affannarsi a cercare una vita artisticamente appagante e un futuro sereno per i propri bambini in una città che queste cose le elergisce a piene mani, quando poi esci di casa e rischi che tutto ti crolli addosso».
Poi il proseguo del racconto: «Venerdì mattina sono passato due volte nella zona dell’attentato, ci vado spesso a passeggio anche con i bambini. La sera ero a poche centinaia di metri da République, in palestra per l’allenamento. Ho sentito le sirene, un compagno di squadra mi ha letto le notizie che annunciavano colpi di armi da fuoco vicino al Bataclan, poi le esplosioni nei pressi dello stadio».
In un primo momento, Luca Sannai dice di avere pensato a un regolamento di conti, ma è stato un attimo. «Il tempo di perfezionare il flusso di notizie e subito ho avuto la percezione che fosse in atto qualcosa di molto più grande. Fuori dalla palestra la situazione era impressionante e bizzarra allo stesso tempo: mezzi di soccorso e militari, ma anche gente che passeggiava ignara dell’accaduto». Il tenore ha preso la mètro a Rambuteau, «ma già le stazioni precedenti alla mia erano state chiuse per motivi di sicurezza, come nei giorni di Charlie Hebdo. Ho chiamato mia moglie, l’ho rassicurata e sono rientrato a casa. Ora siamo come in guerra, tutto chiuso».
Leonardo Dessì, 22 anni, compositore musicale, al Bataclan c’è stato tante volte. «L’altra sera ero a una festa a casa di una amica – racconta – e ho ricevuto le prime notizie. Avevo degli amici nella zona degli attentati, per fortuna se la sono cavata. Sono stati momenti di grande paura e di terrore, siamo tutti sotto choc. Mio padre (Gavino Dessì, affermato manager della Max Mara, da anni a Parigi dove ha avuto anche il riconoscimento attribuito agli italiani che si sono particolarmente distinti in terra francese, ndc) è venuto a prendermi in auto. Abbiamo fatto il viaggio verso casa con il cuore in gola. Terribile». (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
