La Nuova Sardegna

Landini: «Riunificare il mondo del lavoro»

di Stefano Ambu

Il numero uno della Fiom a Cagliari per il battesimo della sua Coalizione sociale. C’è anche Zedda

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CAGLIARI. Il mondo dei lavoratori o dei non lavoratori è cambiato. Gli operai non sono più gli ultimi. Ma i penultimi e i terzultimi. Sotto di loro ci sono partite Iva alle prese con le tasse, precari, disoccupati e gente che il lavoro ormai ha anche smesso di cercarlo. È la possibile platea di Coesione sociale, movimento al primo atto ieri mattina in Sardegna con il "battesimo" ufficiale del segretario generale della Fiom Maurizio Landini. Parole, come dire, che non aggirano l'ostacolo. A volte anche autocritiche: «Coalizione – ha detto Landini durante la presentazione alla Fondazione Berlinguer – nasce da una valutazione molto pratica: abbiamo fatto scioperi, manifestazioni, mobilitazioni. Che cosa abbiamo ottenuto? Niente: il Governo non si è fermato. Sta procedendo, ad esempio anche sulla scuola, come se niente fosse. La verità è che serve un processo di diversa natura: una costruzione di una realtà allargata». Perché le cose sono cambiate: «Quando è stato approvato lo Statuto dei lavoratori la maggioranza degli italiani pensava che i lavoratori dovessero avere dei diritti. In quegli anni si era riusciti a vincere la battaglia sul piano dei valori e della cultura del lavoro. Oggi si sta affermando il pensiero unico della centralità dell'impresa. Oggi vale il principio che si deve ringraziare per il lavoro». Insomma, c'è uno Statuto da riscrivere e da riaffermare. «Ricostruire la sinistra? Non vorrei deludere nessuno, ma no, non è un nostro obiettivo. Coalizione non è un partito, non è un cartello, non è un perimetro. Vogliamo riunificare il mondo del lavoro e riconquistare un nuovo modello sociale. Noi chiediamo di accettare un percorso in cui ognuno di noi sa che dovrà aprirsi ad altri. Questo è l'elemento nuovo. Con iniziative più ampie, dal jobs act alla scuola. Sino alle iniziative sui territori». Dopo le relazioni introduttive - affidate a Mariano Carboni della Fiom Sardegna, Marco Ligas de l Manifesto sardo, Francesco Ara dell’Unione studenti e Franco Uda dell’Arci Sardegna - la parola è passata ai componenti dell’assemblea che si sono alternati al microfono. Dal micro al macro, i temi affrontati hanno spaziato dalle questioni legate al lavoro in Sardegna, alla scuola passando alle tematiche legate ai fenomeni migratori. Presente anche il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Impossibile non parlare di Parigi: fermissima condanna. «Non dobbiamo accettare questa logica terroristica – ha detto Landini –. La guerra di reazione? Mi chiedo: ma contro chi si dovrebbe fare la guerra? Chi si dovrebbe bombardare? Dall'altra parte bisogna fare i conti con la paura. Questo non è un atto terroristico qualsiasi, vuole dire: non state tranquilli. Noi non dobbiamo avere paura, è giusto scendere nelle piazze, non ci si deve fermare, non ci si deve chiudere in casa».

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